Quando la magia della lettura accende la scrittura

Lusyana Loprino è una giovanissima scrittrice: a soli quindici anni ha pubblicato il suo primo romanzo, un fantasy dal titolo Amona. L’albero della felicità (si veda la recensione su queste stesse pagine: https://bariseranews.it/2022/01/04/lalbero-della-felicita-lesordio-di-una-giovanissima-scrittrice/). I compagni della scuola media che ha frequentato, la “Manzoni Lucarelli” di Bari, l’hanno intervistata.

Da dove è nata questa tua passione per i libri fantasy?

La mia passione per i libri fantasy è nata durante il primo lockdown, nel marzo 2020, quando in tv veniva trasmessa la saga di Harry Potter. Così, appena c’è stata la possibilità, ho acquistato tutti i libri che componevano questa serie. Li ho letti in pochissimo tempo e subito ho iniziato a cercare altri libri che somigliassero alla saga del maghetto.

Come è nata l’idea di scrivere un libro?

È nata per gioco. Non era la prima volta che scrivevo una storia, l’avevo già fatto tempo prima. Ma questa volta sentivo che era diverso. Avevo troppe idee per potermi limitare a scrivere solo alcune pagine. Ho iniziato a inviare alle mie amiche i primi capitoli e loro, affascinate dalla storia, mi hanno pregata di continuare a scrivere. Non avrei mai creduto di poter scrivere un libro intero in così poco tempo e, soprattutto, alla mia giovane età. I protagonisti della mia storia sono diventati parte integrante della mia vita.

I protagonisti del romanzo rappresentano qualcuno che già conosci?

Come ho accennato prima, la presenza delle mie amiche, in questo percorso, ha sicuramente influenzato tanto la stesura del libro e la creazione di questi personaggi. Infatti le compagne di Helena, la protagonista, sono molto simili a loro. Pertanto è innegabile dire che mi sono ispirata a loro e solo dopo aver terminato la storia, ho potuto capire che la stessa protagonista in realtà mi assomiglia. Quindi alcuni personaggi di Amona non sono del tutto immaginari…

Perché il racconto è basato sulla storia di questi sei ragazzi?

Il romanzo narra le vicende di Helena e dei suoi cinque amici dalle origini molto particolari: sono nati in un mondo magico, Amona, ma poi cresciuti sulla Terra… La scelta di questi sei personaggi rappresenta probabilmente la mia idea di amicizia, infatti la loro amicizia, nell’atmosfera surreale di Amona, è un punto di forza nello sviluppo delle vicende.

Come ti sentivi quando scrivevi il tuo libro?

Quando scrivevo il mio libro, riuscivo a vivere in prima persona le avventure della protagonista. Ero lì, tra le pagine del mio libro, in un altro mondo, in un’altra dimensione. È difficile definire le emozioni provate, sicuramente un trasporto mai provato prima.

Come hanno reagito i tuoi familiari quando hanno saputo che stavi scrivendo un libro?

Per i miei familiari non sembrava essere una novità il fatto che mi approcciassi nello scrivere una storia. In fondo, l’ho sempre fatto sin da bambina e quindi era “normale” che io lo stessi facendo. Forse, però, non avevano mai preso in considerazione che quella storia potesse diventare un vero e proprio libro. Non hanno mai pensato a quanto potessi ritenere importante quello che stavo facendo. Quando ne parlavamo, loro spesso sorridevano perché mi consideravano una grande sognatrice. Ma questo non mi ha fermata. Il mio obiettivo era scrivere e magari avere la possibilità, un giorno, di far conoscere ad altre persone la bellissima storia in cui mi ero addentrata e riuscire a trasmettere ad altri ragazzi della mia età la mia passione. Il primo che ha creduto in me, in quello che stavo facendo, è stato mio zio. Grazie a lui il mio libro è stato pubblicato.

Cosa rappresenta la lettura per te?

La lettura mi dà la possibilità di viaggiare pur restando nello stesso posto, di visitare mondi fantastici e realtà sconosciute. Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine. In un mondo caratterizzato da pandemie, guerre e odio, io ho trovato la serenità tra le pagine di un libro. Sentire l’odore delle sue pagine mi dà sicurezza, mi fa sentire meno sola. Quando penso a tutti i libri che mi restano ancora da leggere, ho la certezza di essere ancora felice.

Redazione scuola secondaria I.C. “Ceglie – Manzoni Lucarelli”, Bari

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