Bari, Antonio Perruggini e la sua Welfare a Levante. Un ponte di abbracci per i più fragili e un premio prestigioso

La “Welfare a Levante è una associazione di categoria impegnata nel mondo della sanità privata; Antonio Perruggini è il suo presidente con il compito di traghettare il modo del “fare” verso quell’immenso pianeta che la sanità privata conta e racconta come ad esempio le RSA quei luoghi in cui vengono curati i fragili, ma non solo.

A Bari, presso  lo Spazio “Murat”, si è svolta l’importante  cerimonia in cui è stata rappresentata plasticamente l’attività in cui è impegnata la Welfare a Levante e il suo staff, non solo, è stata anche l’occasione  per la consegna di un premio alla prof.ssa Luisa Torsi per la straordinaria scoperta in campo medico grazie alla quale con un solo campione di sangue o saliva e, grazie a sistemi diagnostici ultrasensibili, veloci, a basso costo e ad alta affidabilità, si potranno prevenire patologie progressive quali i tumori o le infezioni incluso il COVID-19.

Antonio Perruggini ne è stato l’autore e il propulsore di questa encomiabile iniziative.

Caro Antonio ti ho introdotto con poche e semplici parole nell’agorà del “Murat” dove hai “parlato” a noi: politici, amministratori, imprenditori e amici del tuo impegno nel mondo della sanità e di questa iniziativa. C’era la stampa e ti dedicheranno articoli e interviste, io non farò la stessa cosa poiché non voglio confezionare un articolo freddo e distaccato, voglio fare qualcosa di più; Dunque credo di fare cosa gradita se smettessi di parlare DI TE e iniziassi a parlate A TE.

Vedi Antonio hai fatto il tuo discorso, a me pareva che stessi in campagna elettorale, se non fosse per quello scorcio di “commozione” a cui ti sei lasciato andare quando inevitabilmente hai parlato della mancanza di persone a te care. Sorridi lo dico simpaticamente.

Io credo che tu abbia vergato con la penna l’alfabeto del cuore e te lo voglio raccontare così come credo di aver capito. Non citerò tutte le lettere dell’alfabeto, alcune,  quelle a mio avviso più importanti. Leggi.

Amore. E’ vero Antonio e tu lo sai  quanto amore hanno bisogno quelle persone ricoverate o assistite nei centri socio-sanitari;

Bellezza. E’ vero Antonio  e tu lo sai quanto è bello un sorriso sul volto di una persona afflitta;

Capacità. E’ vero Antonio e tu lo sai quanto sia importante che il personale: medici, infermieri, assistenti sociali,educatori, psicologi, operatori socio sanitari – siamo adeguatamente capaci di affrontare il dolore altrui, come saper esorcizzare la paura dei ricoverati o la tristezza dei parenti che vedono i loro cari ricoverati presso le strutture sanitarie riabilitative;

Dovere. E’ vero Antonio e tu lo sai quanto sia importante saper fare il proprio dovere in contesti difficili come le case di cura o di riposo;

Empatia. E’ vero Antonio e tu lo sai quanto sia determinare risultare empatici (anche quando non  ti è proprio possibile farlo) verso coloro che sono loro malgrado lontano dai loro cari e affetti;

Forza. E’ vero Antonio e tu lo sai quanta forza ci vuole per il personale sanitario lavorare in contesti così complessi, ci vuole davvero molta forza ma ahimè non tutti ne sono capaci;

Gioia e Giochi. E’ vero Antonio e tu lo sai è vitale trasmettere gioia e giocare con i fragili. Un sorriso vale la pena uno sforzo;

Hospice. Un luogo in cui non vorremmo mai andare ma accompagnare il paziente verso l’ultimo respiro è un sacrificio che a volte bisogna fare: una morte dignitosa;

Impegno. E’ vero Antonio e tu lo sai – non basta mai impegnarsi – ogni giorno non è come l’altro;

Libertà. E’ vero Antonio e tu lo sai che negli ambienti ospedalieri, nelle case di riposo, nelle case di cura la libertà, quella umana, quella interiore è viva ma inconsapevolmente racchiusa nelle quattro mura;

Malattia. E’ vero Antonio e tu lo sai i luoghi dove si curano i malati sono sempre pregni di dolore e speranza

… credo che basti.

L’alfabeto del cuore è lunghissimo come lo è la grammatica dell’amore. Lavorare negli ospedali è un lavoro duro e faticoso dove speranza e rassegnazione sono due motivi indissolubilmente legati tra loro. Ringraziare il personale sanitario a mio avviso non è mai abbastanza visto tra le altre cose quanto sono costretti a sopperire alle carenze di ogni tipo grazie anche all’assenza della politica. Il bilancio della sanità è la prima spesa che la Regione Puglia è chiamata ad affrontare ma è anche vero che non si può trattare un ammalato come un mero calcolo matematico e se non basta ogni tanto dobbiamo fare i conti anche con  il “Lerario” di turno.

Buona vita a te Antonio e alla tua organizzazione.

Alla prossima.

Franco Marella

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