Salute: dal Policlinico di Bari all’Uganda per curare la malaria

Dal Policlinico di Bari all’Uganda per curare la malaria. La professoressa Annalisa Saracino, direttrice dell’unità operativa di Malattie infettive del Policlinico di Bari e della Scuola di specializzazione in malattie infettive e tropicali dell’Università di Bari, è in questi giorni in Uganda per avviare un progetto di ricerca e cooperazione internazionale che ha come obiettivo il supporto alla prevenzione, diagnosi e trattamento della malaria nel contesto della pandemia Covid-19.

«Lo scorso anno abbiamo partecipato e vinto il bando Aics (Agenzia Italiana Cooperazione allo Sviluppo) con un progetto intitolato ‘Erase: Rise against malaria project’», spiega Saracino in una nota. «In questo momento siamo impegnati in Uganda, che è il terzo Paese al mondo per casi e mortalità per malaria, per valutare le resistenze terapeutiche per la malaria severa e l’impatto che la pandemia Covia 19 ha avuto sui servizi per malaria nel distretto di Oyam, con un focus sulla malaria in gravidanza», prosegue. 

«Il progetto, di cui siamo capofila, ci vede in collaborazione con altri 3 partners: Istituto Superiore di Sanità), Medici con l’Africa e African Network for Change . Questo è parte di una serie di attività che ci vedono impegnati come Scuola di Specializzazione su tematiche di salute globale», conclude.

La ricerca, che si incentra nelle zone tra le più malarogene al mondo come la regione di Lango e nello specifico il distretto di Oyam, prevede attività clinica presso il Pope John’s Hospital Aber Hospital e presso due Health Center. Fino a giugno 2024 si alterneranno 7 specializzandi della scuola di medicina di Bari che trascorreranno un periodo di circa 6 mesi affiancandosi per almeno 3 mesi l’un l’altro. Gli specializzandi partono all’interno del programma Jpo (Junior Project Officer) di Medici con l’Africa.

Promo