É morto il serial killer delle vecchiette: ne uccise 14 tra la Puglia e la Basilicata

Ben Mohamed Ezzedine Sebai ha confessato di aver ucciso 14 anziane in Puglia tra il 1995 e il 1997(Bari, Foggia e Taranto).

E’ morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Padova il detenuto tunisino 49enne Ben Mohamed Ezzedine Sebai, conosciuto come il ‘serial killer delle vecchiette’, che ieri è stato trovato impiccato nella sua cella del carcere di Padova.

Lo ha riferito all’ANSA il legale di Sebai, l’avvocato veneziano Luciano Faraon, che ha anche sollevato dubbi sul fatto che il suo assistito si sia effettivamente suicidato. Secondo il legale, dopo una recente sentenza della Cassazione che ha annullato con rinvio una condanna per un omicidio commesso da Sebai a Lucera, il tunisino era infatti nelle condizioni di ottenere la revisione dei suoi processi perché dice l’avv. Faraon “era Incapace di intendere e di volere per una botta ricevuta in testa dal padre quando aveva 7 anni”

Aveva quindi, secondo il legale, molte speranze di potere tornare a casa o in un centro adatto alla sua patologia. Tuttavia il tunisino è stato condannato a cinque ergastoli per altrettanti omicidi di donne; aveva confessato di essere l’autore di 14 omicidi di anziane, avvenuti in Puglia tra il 1995 e il 1997.

L’avvocato Faraon ha chiesto che venga disposta l’autopsia sul corpo poiché sembrerebbe una morte sospetta e aggiunge: “L’ultima volta che ho incontrato in carcere Sebai, circa 10 giorni fa, mi aveva chiesto la Bibbia nonostante Sebai sia un musulmano – dice il legale – “mi aveva chiesto la Bibbia perché io, da cristiano, gli ero vicino”.

“Sebai, in carcere dal 1997, “decise di confessare altri omicidi nel 2006 per una crisi di coscienza, dopo aver appreso del suicidio in carcere di un tarantino condannato per uno degli omicidi confessati dal serial-killer”. “Recentemente – spiega Faraon – la corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio di una condanna a 18 anni di carcere per un omicidio compiuto a Lucera, nel Foggiano, per esaminare, anche sulla base della perizia del professor Mastronardi, la sua capacità di volere”. Il legale ribadisce che nelle vicende giudiziarie che hanno riguardato Sebai ha “sempre visto delle abnormità”.

Si chiude almeno in parte questa triste e dolorosa vicenda. Nessuna giustizia umana e giudiziaria ridarà quelle innocenti vecchiette ai loro cari e niente darà pace alla famiglia di Sebai. Forse Sebai era davvero incapace di intendere e volere e forse ha commesso quegli omicidi spinto da chissà quali demoni, tuttavia il reo confesso era stato sottoposto a visita specialistica  da due illustri medici forensi i psichiatri Marco Marchetti e Mariano Cingolani e la diagnosi era tutt’altro che a favore del tunisino, anzi, stando alla perizia tecnica Ben Sebai aveva disturbi di personalità, era un borderline con tratti di narcisismo (metteva se stesso al primo posto), il che ha inciso sulla spinta a uccidere ma si rendeva conto di quello che faceva quando uccideva le anziane dopo essere entrato nelle lodo abitazioni: capiva il disvalore di quei gesti e poteva controllare i propri impulsi

Ezzedine Sebai ora che sei all’altro mondo, dinnanzi a qualunque Dio ti trovi, chiedi almeno lì il perdono, sono certo che lo potrai chiedere e lo avrai.

Franco Marella

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