Fratelli d’Italia: «Accuse a Fitto cadute, chi paga per i danni?»

«Dopo 17 anni giustizia è fatta, ma chi paga per i danni, anche politici, che ci sono stati o chiede semplicemente scusa?»: è la domanda che pone il gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale pugliese all’indomani della decisione della Corte di Appello di Bari la quale ha stabilito che Raffaele Fitto nel 2004, quando era governatore pugliese, non commise illeciti nell’utilizzo del ‘fondo del presidente’.

«Non avevamo mai avuto dubbi – dicono i consiglieri di FdI – conoscendo da anni la correttezza istituzionale e comportamentale di Raffaele Fitto: da presidente della Puglia non ha causato alcun danno alla Regione quando ha utilizzato il fondo del presidente. La Corte d’ Appello Civile di Bari ha ritenuto, infatti, che non vi fu illeceità perché le scelte furono tutte compiute nell’ambito dell’esercizio di un potere discrezionale, e quindi in modo esente da rimproveri. Non solo, ma nell’ambito di questa discrezionalità Fitto non ha mai effettuato spese inutili o comunque non prioritarie rispetto a spese più urgenti, oppure non equilibrate quanto ai profili del rapporto costi-benefici o qualità-prezzo o disponibilità di migliori soluzioni alternative».

«Una sentenza – proseguono i consiglieri – che pone la parola fine a un’accusa che si protrae da 17 anni e che è stata puntualmente utilizzata dagli avversari in campagna elettorale per discreditare e offendere Fitto e il centrodestra. Un’accusa frutto di un’indagine che travolse il governo Fitto e molto probabilmente segnò le elezioni regionali del 2005», con la sconfitta «contro Nichi Vendola, e che come una bomba a orologeria è tornata in ballo alle ultime regionali 2020 quando, due giorni prima del voto, un quotidiano nazionale schierato a sinistra dedicò all’accusa tutta la prima pagina».

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