Una mostra d’arte baltica a Bari

La mostra “Correndo con i lupi” fruibile nel Museo Civico di Bari è una occasione irripetibile di fare una immersione nella cultura baltica in una sfaccettatura che sfugge alla frenesia delle nostre vite dedite all’inseguire incessantemente un “meglio” e un “devo” non ancora raggiunto e apprentemente e consapevolmente irraggiungibile.

Gli autori ci dicono che “Il filo conduttore delle opere è il lupo, figura importantissima delle tradizioni popolari e delle fiabe. Il lupo nel mondo nordico è considerato simbolo di saggezza e indipendenza, collaborazione e protezione del suo branco, ma anche portatore di una velata nostalgia, che, durante la luna piena, riporta in superficie anche negli esseri umani lati segreti e desideri nascosti.”

Questa profonda simbiosi con la natura peraltro presente anche nelle festività maggiormente sentite nel Nord Europa che coincidono con il solstizio estivo, coinvolge anche gli aspetti più profondi e radicati della loro sensibilità

“Nel patrimonio culturale e folcloristico di queste zone sono diffuse in particolare le leggende sulla Donna Lupa. Nell’antica tradizione estone esiste la credenza, secondo cui ogni donna porti dentro di sé lo spirito selvaggio della lupa che crea un’energia potente e vitale e lo esprima a diretto contatto con la natura. La lupa sa di essere la matriarca del branco e sa guidare il suo gruppo, senza timore né complessi, e impara dall’esperienza prendendo cura di sé stessa.” Questa ispirazione ancestrale è oggi di particolare importanza nello sforzo che tutti fanno nella ricerca di un se stesso meno dipendente dalle lusinghe delle mode e dalle pressioni dei media ormai scopertamente guidati da interessi spesso indistinguibili.

Di particolare significato è la presenza di questa mostra a Bari e in Puglia che ospita una popolazione molto legata alla propria Terra e ai suoi prodotti; questa mostra si deve all’impegno del Console di Estonia Giuseppe Iazeolla e alla abnegazione della curatrice della mostra, Viive Noor che con passione precisa che “Il lupo è considerato un animale dello spirito o come un totem per la gente del Baltico. È qualcosa che ti rende fiero nel sentire la natura primordiale della propria anima, ricordarsi di esistere come popolo dei boschi, percepire la forte connessione con la propria terra e la natura. Il suo ruolo è quello di riflettere i nostri sentimenti più nascosti, la volontà di essere qualcun altro, un carattere forgiato dalla necessità ma anche dalla fierezza. Guardare negli occhi del lupo vuol dire confrontarsi con noi stessi. Vedere i lati dell’essere umano che non siamo abituati vedere. Abbiamo sempre un lato luminoso e uno fatto di ombre, nel fragile equilibrio cosmico che crea la nostra esistenza.”.

Per chiunque è difficile trovare un esempio di alterità culturale che in  modo così garbato sottolinei la pluralità delle culture europee che è il vero sale della sua unità e della sua ineguagliabile grandezza.

Certamente una mostra da non perdere.

CANIO TRIONE

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