Per evitare il tracollo dei Pronto Soccorso, una soluzione potrebbe essere il ripristino delle USCA

«Dobbiamo agire rapidamente per evitare il tracollo dei pronto soccorso, tutelando medici e pazienti. La politica non ha fatto nulla per prevenire una crisi annunciata. Ora servono misure urgenti per evitare altre morti di medici in corsia, come il caso di Manduria». Lo dichiara in una nota Vincenzo Piccialli della segreteria generale della Federazione Cisl Medici Puglia.

«Nel 2022 con i pensionamenti e la scarsa presenza di medici sul territorio la situazione è degenerata – continua Piccialli – ma niente di sorprendente e imprevedibile, niente che la politica non potesse organizzare per tempo, per evitare una crisi del sistema sanitario, in coincidenza con la pandemia, con cui si convive già da tre anni, oggi dunque non più un’emergenza».

Le soluzioni che il sindacato propone sono «il ripristino delle Usca (Unita’ speciali di continuita’ assistenziale) che hanno il compito di assistere a domicilio, ospedalizzando, precocemente ed esclusivamente, i casi gravi», «incentivare i medici ad andare nei pronto soccorso», «aumentare la sicurezza», prevedere «incentivazioni economiche» e «coinvolgere gli specializzandi».

«Il problema dei pronto soccorso – dice Piccialli – non è mai stato affrontato in maniera strutturale. Il pronto soccorso è una zona di frontiera dove serve un’alta specializzazione. Emiliano non perde occasione per denigrare la categoria dei medici: ‘Cerchiamo medici come fossero calciatori’. Noi non siamo pagati come calciatori, ma ovviamente molto meno. Non abbiamo bisogno di essere corteggiati, ma rispettati.»

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