E’ morta Mary Obering, la pittrice statunitense innamorata della Puglia

L’artista statunitense Mary Obering, pittrice che oscillava tra il rigore astratto della tradizione minimalista americana e la sensualità cromatica, è morta per cause naturali nel suo appartamento di New York all’età di 85 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato oggi dalla galleria newyorkese Bortolami, che la rappresentava dal 2019. Per quasi quattro decenni, Obering ha vissuto tra New York e l’Italia, eleggendo la Puglia a suo luogo ideale per ispirarsi, amando trascorrere la primavera e l’autunno in Salento, in una quotidianità divisa tra la casa di Novaglie e lo studio di Specchia, in provincia di Lecce. L’amore per la Puglia è evidente in molte opere della Obering, risultato di un dialogo privilegiato fra l’artista e l’architettura salentina, con un particolare apprezzamento alla severità dell’architettura normanno-sveva, le masserie, le costruzioni povere del Leccese; un dialogo che l’ha portata a mettere alla base della sua ricerca il modulo parallelepipedo del mattone di pietra leccese, elemento primario dell’architettura salentina e a giocare sul rapporto di questo stesso elemento con il colore e con l’oro. Nata in Lousiana nel 1937, Obering, dopo aver frequentato la Denver University, all’inizio degli anni ’70 si trasferì a New York dove entrò in contatto con le maggiori correnti artistiche di quel periodo in un intenso clima di sperimentazione. Da sempre legata alla pittura astratta, Mary Obering ha adottato una tecnica ispirata alla tradizione italiana medievale e rinascimentale: si serve infatti di pigmenti colorati diluiti con acqua e collanti naturali che assieme alla foglia d’oro stende su pannelli di legno e gesso. La profondità dei suoi lavori può arrivare a sfiorare i quindici centimetri, collocandoli sullo spartiacque tra un’opera di pittura e un oggetto scultoreo. La vivacità dei colori e il fascino del procedimento si uniscono a una rigorosa geometria delle forme che avvicina l’artista al minimalismo americano. Il lavoro di Mary Obering è stato presentato alla Biennale di Witney (1975), al Ben Shahn Museum di Wayne, nel New Jersey (1981), al Bayley Museum di Charlottesville, in Virginia (1990), al Museum of Contemporary Art Denver di Denver, in Colorado (2002), al Painting Centre di New York (2008). Nel 2012 E-lite studiogallery di Lecce ha ospitato la prima personale italiana dell’artista newyorkese dal titolo “Architetture di Luce”.

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