Teatro Kismet – Presentata la Stagione 2022.23 ‘Sconfinamenti’ con 36 spettacoli in scena

Trentasei
spettacoli in scena
per ‘Sconfinamenti’,
il titolo della Stagione 2022.23 del Teatro Kismet di Bari, curata da
Teresa Ludovico. Da ottobre ad aprile sul palcoscenico dell’Opificio per le
arti arrivano grandi interpreti, compagnie storiche, eccellenze della scena
contemporanea, interpreti apprezzati anche sul grande schermo, oltre a
debutti nazionali di quattro produzioni firmate Teatri di Bari
. Un
programma che abbraccia gli omaggi ai grandi maestri del teatro, l’innovazione
dei nuovi talenti e lavori dedicati ai più giovani, l’indagine di temi sociali
contemporanei, la riscrittura di commedie diventate capolavori intramontabili e
la stand-up comedy.
Grandi interpreti e registi scelgono ancora una
volta il Teatro Kismet per l’esclusiva pugliesi delle loro nuove produzioni – accade
nella Stagione 2022.23 ad esempio per gli spettacoli di Antonio Rezza e di
Carrozzeria Orfeo -confermando l’Opificio per le arti come una ‘casa elettiva del
teatro’.

 

Gli spettacoli in scena

La Stagione serale si apre a ottobre con una produzione internazionale
del Piccolo Teatro di Milano: Edificio
3 – Storia di un intento assurdo
, scritto e diretto dall’argentino Claudio Tolcachir, tra i più affermati
artisti della scena contemporanea: in scena prende corpo una girandola di
maschere e desideri sottaciuti, la cui febbrile dinamicità tratteggia lo
screziato paesaggio delle relazioni interpersonali, alimentandosi di un intimo gusto
per l’iperbole e di uno strano gioco di riflessi con il contesto post-pandemico
in cui ci ritroviamo a vivere. Ci confrontiamo poi con un’autobiografia
brillante alla scoperta delle “cose per cui vale la pena vivere”: Fabrizio Arcuri e Filippo Nigro (premiato
come Migliore attore al Festival di Berlino per il film ‘La finestra di fronte’) firmano Every Brilliant Thing (coproduzione CSS Teatro
stabile di innovazione del FVG e Sardegna Teatro), traduzione dell’omonima
opera del 2013 di Duncan Macmillan. 

Non un omaggio alla celebre
commedia di Aristofane, ma un’indagine moderna su quella che può essere
definita una delle più antiche ‘operazioni metateatrali’: Marco Cacciola firma il progetto e la regia de Le Rane (Teatri di Bari | Elsinor), spettacolo nato ‘on the
road’, che impegna nel debutto in Puglia attori professionisti e un coro di cittadini.
Segue il 26 novembre il gradito
ritorno della satira dissacrante di Giorgio
Montanini
, con il suo monologo di stand-up comedy Undiceximo. Un titolo che nasconde un messaggio preciso: la
consapevolezza di aver chiuso un percorso per iniziarne un altro, raccontando
come l’umanità si è mostrata dopo essere stata travolta dalla pandemia. Dopo
l’anteprima nazionale al festival Maggio all’infanzia, debutta la nuova
produzione Teatri di Bari in collaborazione con I bambini di Truffaut, E la felicità, prof?, tratta
dall’omonima opera di Giancarlo
Visitilli
pubblicata da Einaudi, che ne firma la regia con Riccardo Spagnulo, in scena Luigi D’elia. Una carrellata tra le
storie dei ragazzi di una classe simbolica: adolescenti, cresciuti, troppo in
fretta, buffi, ironici, che mostrano un senso di realtà sorprendente quando
sono messi di fronte a problemi più grandi di loro. Omosessualità e passione
calcistica sono i temi al centro di Pochos,
produzione Tradizione e Turismo – Centro di Produzione Teatrale, regia di Benedetto Sicca: sullo sfondo di una
partita di calcetto si dipana uno spettacolo in cui il pubblico è invitato a
fare un’allegra riflessione sulla propria sessualità e su quanto i desideri possano
trasformarsi in fonte di liberazione. Nel cast anche Eduardo Scarpetta, apprezzato
protagonista del film TV ‘Carosello Carosone’, prodotto in omaggio al
centenario della nascita di Renato Carosone. Va poi scena Profezia
(Fondazione Paolo Grassi di Martina Franca), ispirato all’omonima poesia di
Pier Paolo Pasolini, con la drammaturgia curata da Sandro Cappelletto. È un
omaggio al compianto intellettuale tarantino Alessandro Leogrande, Alessandro,
di Teatro Koreja, nel quale si ricorda il suo impegno “a donare luce a
quello che rimane oscuro e nascosto nei luoghi più terribili, d’impegnarsi a
smontare gli stereotipi e le frasi fatte con cui allontaniamo da noi i drammi
che percorrono il nostro presente”. A
dicembre il Kismet accoglie il debutto di una nuova produzione Teatri di
Bari: Barabba, in cui Teresa Ludovico dirige Michele
Schiano Di Cola
in un inedito scritto nel 2010 da Antonio Tarantino, dove i “personaggi, spesso portatori di mitiche
ferite – spiega la regista – chiedono all’attore di essere incarnati così come
si presentano: nudi e crudi, senza nessun giudizio”. Dopo ‘La casa di Ramallah’,
‘Namur’, ‘Cara Medea’ e ‘Piccola Antigone’, prosegue il ciclo che da tempo
Teresa Ludovico dedica alle opere di un autore la cui poetica si lega
irrimediabilmente al disincanto, all’ironia, alla lucidità beffarda della sua
visione politica e esistenziale.

Altra produzione Teatri di Bari,
con Seminal Film, è Quanto Basta, atto unico che segna il debutto a teatro Alessandro Piva, dopo una carriera
segnata dai successi nel mondo del cinema. Sul palco Paolo Sassanelli e Lucia
Zotti
, un’anziana coppia che fa emergere la poesia del quotidiano, di una
perfetta sintonia costruita in tanti anni passati accanto, quell’incanto che sembra
rivediamo nei nostri nonni. Il 2022 si chiude poi con il debutto di P _ _ _
_  S_ _ _ _ _ _ _ _ _ sei una merda
,
nuovo spettacolo, prodotto da Teatri di Bari, del talentuoso Giuseppe Scoditti, capace di far ridere
e riflettere contemporaneamente nel racconto dei paradossi della società, che
ha già saputo conquistare il favore del pubblico con un’irresistibile
padronanza espressiva nel suo primo monologo teatrale, ‘1 e 95’, che ha debuttato
proprio al Kismet.

Ed è un altro debutto a segnare l’inizio
del 2023, con la nuova produzione Teatri di Bari in collaborazione con Malalingua:
Qualcuno morirà. Uno spettacolo
‘a puntate’, che costituisce il secondo esito del progetto triennale Murder
Theatre, dopo il radiodramma ‘Lilith’ andato in scena al Teatro Kismet di Bari
e alla Cittadella degli Artisti di Molfetta nell’estate 2021. Prevista anche
una maratona con la messa in scena di tutti e 7 gli episodi che costituiscono il
dramma a tinte noir. Gennaio segna anche un omaggio a una delle voci più
intense del teatro contemporaneo: l’attore e regista Danio Manfredini. “
Maestro di tanti pur restando pervicacemente ai
margini dei grandi circuiti e refrattario alle tentazioni del successo
mediatico”, come venne ricordato nel 2013 in occasione dell’assegnazione del
Premio Lo Straniero (per i suoi lavori fu insignito per tre volte anche del Premio
Ubu), nelle suoi testi ritroviamo oscure suggestioni di un immaginario in cui
il mito e il sacro, l’ideologia e la sofferenza terrena si confondono nel magma
della Storia. Gennaio vede anche il debutto
della coproduzione Teatri di Bari | Compagnia I Nuovi Scalzi: Il Sogno di Shakespeare, un
riadattamento del ‘Sogno di una notte di mezz’estate’ di William Shakespeare, a
partire dall’incontro in un bosco di un gruppo di artigiani per preparare la
commedia, tra le più celebri e più rappresentative del teatro. È la poetessa Mariangela Gualtieri a dar voce ai
versi di ‘Quando non morivo’ ne Il
quotidiano innamoramento
, produzione Teatro Valdoca: un ‘rito sonoro’ che muove dalla certezza che la poesia attui la
massima efficacia nell’oralità, da bocca a orecchio, in un rito in cui anche
l’ascolto del pubblico può essere ispirato. Non a caso proprio lo studio della
potenza della parola e della sua ritmica è centrale nei versi della Gualtieri,
tanto da aver paragonato in più di un’occasione la poesia alla musica, con tutti
i suoi ‘poteri’.

Febbraio si apre con la ripresa
della riscrittura curata da Teresa Ludovico di un capolavoro di Molière: in Il Malato Immaginario ovvero Le Molière imaginaire
(produzione Teatri di Bari con Augusto Masiello, Marco Manchisi, Sara Bevilacqua,
Michele Cipriani, Christian Di Filippo, Lucia Raffaella Mariani e Paolo
Summaria), in cui Teresa Ludovico sposta l’ambientazione dalla Francia del ‘600
a una casa del Sud Italia, in un bianco e nero da pellicola neorealista, tra fedeltà
al testo originale, invenzioni registiche, ironia e sarcasmo. Danilo Nigrelli e
Irene Ivaldi, diretti da Marco Lorenzi, portano poi in scena l’adattamento
teatrale di un testo che in Europa è ormai considerato un classico: Festen – Il gioco delle verità,
trasposizione del film danese vincitore del Premio della Giuria al 51° Festival
di Cannes. Un ritratto scomodo di una famiglia borghese, che affronta temi come
la relazione con la figura paterna, la verità, il rapporto con il potere e
l’autorità imposta.

Imprevedibile, irriverente e con
un’autoironia senza pari: Beatrice
Schiros
, che abbiamo imparato ad amare negli spettacoli di Carrozzeria Orfeo
andati in scena al Kismet, torna con un monologo di stand-up comedy, come
sempre senza peli sulla lingua. Stupida
Show
(Capitolo 1 – Cattivi Pensieri), scritto da Gabriele Di Luca, racconta i temi con
cui indagare la comicità oggi, offrendoci una diversa chiave di lettura sulla realtà.
Eliana Rotella scrive un testo che si confronta con le concezioni di vita e
morte – provando a capire come si costituisce il tempo del trapasso – in Corpora: lo spettacolo vincitore
del bando Tramedautore 2022 del Piccolo Teatro di Milano con la regia di Giulia
Sangiorgio attraverso il racconto della fragilità e della fatalità cerca risposte
alla domanda inesauribile, ‘Come si fa a vivere sapendo che si morirà’?. Il
doppio, la costruzione di un’identità fittizia, il furto dell’io, la perdita
dell’essere garantita da un ruolo sociale, sono i temi che Plauto ci consegna
in una forma nuova nella commedia Anfitrione
(produzione Teatri di Bari), che la regista Teresa Ludovico ha riadattato in un
testo capace di ascoltare gli stimoli e le inquietudini del nostro tempo. È
invece ispirato alle ‘Troiane’ di Euripide, attraverso le parole di J. P. Sartre,
Judith Butler, Ernesto De Martino, Edoardo Viveiros de Castro, NoViolet
Bulawayo e Donna Haraway, Tutto
Brucia
. La coproduzione Motus | Teatro di Roma – Teatro Nazionale con
Kunstencentrum Vooruit vzw va in scena il
18 e 19 marzo. Si torna poi in terra pugliese con il dramma legato allo
strapotere della criminalità organizzata: in Stoc ddo’ – Io sto qua (Compagnia Meridiani Perduti) Sara Bevilacqua porta sul
palcoscenico del Kismet il dramma dell’omicidio di Michele Fazio, 16enne vittima
involontaria di un regolamento di conti tra clan mafiosi rivali.

Ad aprile il regista dei Teatri di Vita di Bologna, Andrea Adriatico, torna a confrontarsi
con un testo teatrale di Yukio Mishima in Il
mio amico Hitler
: un’opera che indaga i sottili collegamenti tra la
Repubblica di Weimar con i nostri tempi, innescando un rimando alla lontana tra
la Rivoluzione francese e l’ascesa al potere del gerarca nazista. Torna sul palcoscenico del Kismet la giornalista e
scrittrice Concita De Gregorio,
accompagnata in scena dalla musica live di Erica
Mou
, offre al pubblico un’ultima orazione funebre a cinque donne – Dora
Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Maria Lai e Lisetta Carmi – che prendono
parola per l’ultima volta nello spettacolo Un’ultima
cosa
, produzione Teatri di Bari | Rodrigo con la regia di Teresa
Ludovico.

Attesissimo il ritorno di Antonio Rezza e Flavia
Mastrella
, premiati con il Leone d’oro alla carriera per il Teatro nel
2018, che ancora una volta scelgono l’Opificio per le Arti per il debutto
pugliese del loro nuovo spettacolo. Hỳbris
è uno spettacolo dove l’essere è prigioniero del corpo, fascinato
dall’onnipotenza della sua immagine trasforma il suo aspetto per raggiungere la
bellezza immobile e silente che tanto gli è cara. Dopo ‘Barabba’, a chiudere la
Stagione serale 2022.23 è un nuovo omaggio alla scrittura di Antonio Tarantino:
Love me della Compagnia Licia Lanera. Sul palcoscenico
Lanera si confronta così con due brevi drammaturgie del maestro che parlano di
stranieri, di reietti ai margini di una società barbara e violenta.

La stagione famiglie a teatro

Non mancano poi gli spettacoli
dedicati a un pubblico più giovane per la Stagione ‘Famiglie a teatro’ 2022.23.
Si parte il 13 novembre con Il circo delle pulci del professor
Bustric
(Teatri di Bari) la travolgente simpatia di Sergio Bini è
protagonista tra magia di trucchi semplici eppure incomprensibili e sorprendenti.
Domenica 27 novembre ci trasferiamo poi nell’immaginaria – eppure universale
– classe dello spettacolo E la felicità, prof?, alla scoperta del
complesso mondo dell’adolescenza.. Domenica 11 dicembre va in scena Dire,
fare, baciare, lettera, testamento.
(Teatro Koreja), un canto alla bellezza,
alle potenzialità che ogni bambino racchiude dentro di sé, all’infinita gamma
di possibilità che ognuno di noi ha davanti quando nasce. Per l’Epifania
ci immergiamo nella favola di Cenerentola con la produzione Zaches Teatro,
una ricerca che si concentra sulle versioni orali e su due versioni scritte
della storia: quella dei Fratelli Grimm e quella de La Gatta Cenerentola di Basile.
Segue l’8 dicembre un’altra amatissima fiaba: Il gatto e gli stivali
(Teatri di Bari), con la regia di Lucia Zotti, per scoprire le avventure
dell’eroe a quattro zampe. È un dialogo tra due anime Paloma (Factory
compagnia transadriatica e Teatro Koi), uno scambio scenico ed emozionale tra
il fascino di una bambola, che riproduce con grazia e minuzia la realtà dei
gesti di una donna anziana, e quello della musica, che quei gesti li ispira, li
accompagna, li asseconda, in programma il 5 febbraio. Astolfo
d’Inghilterra, il più sorprendente, strano e pasticcione paladino di
Carlomagno, è il protagonista de Il messaggero delle stelle, lo
spettacolo di Francesco Niccolini in scena il 19 febbraio. La bottega di
un rigattiere inventore che con il suo aiutante pasticcione si diverte a
capovolgere il mondo: è l’ambientazione di Senza Piume, produzione delle
associazioni culturali Senza Piume e Casarmonica con la regia di Damiano Nirchio,
vincitore agli Eolo Awards 2010 come migliore novità dell’anno, in programma il
22 febbraio. Il 5 marzo scopriamo invece la storia di un paese
pieno regole, pronte a essere sovvertite dall’arrivo di Giovannin senza
parole
(Crest). Il 26 marzo torniamo invece indietro alla Preistoria
per uno scontro tra i nostri progenitori nello spettacolo Sapiens di
Principio Attivo Teatro, mentre il 16 aprile il giovane pubblico si confronta
con il re della giungla, Tarzan Ragazzo Selvaggio (Teatri di Bari | Inti,
di cui Luigi D’Elia firma la regia con Francesco Niccolini.

‘Sconfinamenti’,
una stagione per tutti.

 

I biglietti
per gli spettacoli della Stagione 2022.23 ‘Sconfinamenti’ partono da 12,50 euro
. Si potranno acquistare al botteghino del Teatro
Kismet (Strada San Giorgio martire 22F, Bari) e online sul circuito Vivaticket.com.
Previste anche diverse tipologie di abbonamento: il T8 che garantisce 8
ingressi e il BOT – Buono Ordinario Teatro che permette di assistere ai
26 spettacoli della Stagione serale. Per info si può chiamare i numeri 335 805
22 11 – 080 579 76 67 o inviare una mail a botteghino@teatrokismet.it. Tutti
gli aggiornamenti sulla Stagione sul sito http://www.teatridibari.it

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