Il Segretario Pazienza: i medici sono in difficoltà. La sanità privata non è una soluzione

«I medici vivono un periodo di grandi difficoltà determinato anche dalla disorganizzazione del Sistema sanitario nazionale, evidenziata dalla pandemia. È questa la ragione delle dimissioni di tanti medici dagli ospedali pubblici, della fuga dai Dipartimenti di emergenza-urgenza – 118, dei prepensionamenti dei medici di medicina generale (mmg) e del trasferimento all’estero di ben 13.000 giovani medici negli ultimi 3 – 4 anni con evidenti ricadute sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini italiani».

A sottolinearlo, in una nota, è Francesco Pazienza, segretario regionale del Sindacato medici italiani (Smi) Puglia. «La soluzione- continua– è investire nel Sistema sanitario pubblico equo ed universalistico piuttosto che percorrere, come si sta facendo, la scorciatoia verso un Sistema sanitario privato a cui alcune forze nel Paese intendono tirare la volata».

«I medici di medicina generale italiani vengono descritti come superpagati e poi si scopre che guadagnano molto meno dei colleghi di molti paesi europei. Negli ultimi anni i medici di medicina generale vanno in pensione anticipata e i colleghi giovani rifiutano di fare questo lavoro per fare altro. Come mai visto che si guadagna tanto e si lavora poco?». «Il contratto di lavoro dei medici di medicina generale- continua Pazienza prevede per 1.500, 1.000 e 500 assistiti rispettivamente 15, 10 e 5 ore almeno di apertura dello studio a cui va aggiunto l’orario per svolgere altri compiti. La maggior parte dei medici di medicina generale tiene lo studio aperto per molte più ore di quelle previste anche per l’esasperante burocrazia che grava sul lavoro di questi professionisti»

I medici di medicina generale sono «privilegiati perché convenzionati?- continua il segretario regionale– È bene chiarirlo: sapete perché i medici sono convenzionati e non dipendenti? Allo Stato, semplicemente, non conviene perché il medico convenzionato costa meno di un terzo rispetto al medico dipendente per avere lo stesso lavoro”. Il medico di medicina generale “non ha diritto alla malattia e alle ferie- sottolinea Pazienza– e in questo ultimo caso è il medico stesso che paga il collega che sostituisce. Non viene riconosciuto l’infortunio sul lavoro. Buona parte della contribuzione pensionistica la paga il medico stesso. Non viene riconosciuta l’interdizione al lavoro per le colleghe in gravidanza che, come accade, lavorano sino a qualche giorno prima del parto. Paghiamo il fitto dello studio, le bollette di gas, luce, acqua, tari e smaltimento rifiuti speciali». «Paghiamo lo stipendio al personale di studio da noi assunto- spiega Pazienza- ricevendo dall’Asl una indennità insufficiente a coprire l’intera somma da noi corrisposta al lavoratore. Vi sono, poi, alcuni medici che guadagnano di più semplicemente perché lavorano di più. Questo accade in quelle realtà in cui le Asl, preoccupandosi di dare servizi migliori al cittadino, autorizzano prestazioni altrove negate».

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