Via libera alla riforestazione: nell’area della città metropolitana barese verranno piantati 91 mila alberi

 Il Ministero della Transizione Ecologica ha accolto la proposta presentata dalla Città metropolitana di Bari nell’ambito dell’Avviso pubblico ‘Forestazione urbana, periurbana ed extraurbana nelle città metropolitane’ che prevede 12 interventi di forestazione urbana in undici comuni del territorio (Altamura, Bari, Bitetto, Conversano, Gioia del Colle, Gravina in Puglia, Modugno, Mola di Bari, Noci, Putignano e Sannicandro di Bari) e nell’area del Consorzio Asi che saranno finanziati con circa 6 milioni e 300 mila euro. Il bando nazionale, destinato alle Città metropolitane, rientra nella misura ‘Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano’ del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ed metterà in atto azioni per migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini attraverso interventi di rimboschimento che contrastino i problemi legati all’inquinamento atmosferico, all’impatto dei cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità.  In linea con gli obiettivi generali del bando, la Città metropolitana di Bari ha presentato il progetto ‘Dalla Murgia all’Adriatico’. Gli interventi di rimboschimento copriranno 91,19 ettari complessivi mediante la conversione di suoli agricoli poco produttivi o di aree fortemente degradate per un totale di circa 91.493 mila piante da piantumare sia alberi che arbusti a seconda del contesto. Il progetto triennale è finanziato con 21 milioni di euro. Le opere garantiranno, inoltre, l’incremento della stabilità dei territori grazie all’azione antierosiva e regimante delle acque meteoriche, già riconosciute ai boschi. L’idea progettuale è frutto di un’azione di coprogettazione e copianificazione condivisa con i Comuni metropolitani. 

«La sfida ambientale è una delle priorità nell’agenda di governo dei prossimi anni su scala nazionale, regionale, metropolitana e municipale; dalle grandi trasformazioni urbane e infrastrutturali ai piccoli gesti quotidiani», spiega il sindaco metropolitano Antonio Decaro. «Di qui la scelta di intervenire su diversi assi strategici a livello metropolitano che ci permettano di agire sul territorio attraverso la creazione di veri e propri ”corridoi verdi” che possano dare respiro ai Comuni e ai cittadini». Questo progetto di riforestazione urbana è «solo il primo passo in tal senso» aggiunge. «Siamo decisi a rendere questi interventi strutturali nei prossimi anni investendo anche risorse proprie dell’ente. Inoltre, i progetti candidati e finanziati non rappresentano soltanto un importante ristoro ambientale, ma un’occasione di rigenerazione urbana su quelle aree dei Comuni che sono incolte, non utilizzate o nella peggiore delle ipotesi diventano oggetto di degrado e incuria»

La progettazione è stata curata da un gruppo di lavoro interdisciplinare composto da ingegneri, agronomi, biologi ed esperti tecnico ambientali. Si è stato tenuto conto, in un’ottica di rigenerazione urbana, di una interconnessione sostenibile fra zone rurali, aree periurbane e centri abitati mediante il recupero e la rifunzionalizzazione di siti in disuso o in stato di abbandono. Le specie arboree e arbustive da impiantare sono state individuate in base agli ambiti territoriali di appartenenza, nel rispetto delle associazioni forestali e delle peculiarità climatiche dei vari lotti.  Nella scelta delle combinazioni specifiche per ogni sito di intervento, il gruppo di lavoro ha rispettato alcune condizioni obbligatorie riguardanti la distribuzione spaziale delle principali specie forestali considerate, la loro presenza all’interno di associazioni fitosociologiche, la contestuale presenza di altre specie arboree e/o arbustive, le caratteristiche climatiche dei singoli siti di intervento.  Si tratta prevalentemente di specie che appartengono alle associazioni costituite dal leccio, ad altitudini non superiori i 250 metri sul livello del mare. Due siti di intervento appartengono ad associazioni composte da fragno tipiche nelle aree delle Murge di Sud Est, tre siti di intervento contemplano al loro interno associazioni a roverella (quote che variano fra i 350 ed i 550 metri), infine solo un sito è ascrivibile alla serie preappenninica del farnetto.

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