Olio pugliese: esportazioni aumentate del 40%, ma è importante aumentare i controlli contro le pratiche sleali

Sono aumentate del 40% in valore le esportazioni di olio d’oliva Made in Puglia. È quanto emerge dal report di Coldiretti “I sentieri dell’olio” reso noto in occasione dell’apertura a Palazzo Rospigliosi a Roma del primo salone nazionale dell’olio d’oliva Made in Italy. «Diffondere la cultura dell’olio extravergine di oliva fra i turisti e i consumatori e supportare la crescita continua della filiera dell’olio in Italia e all’estero è il nostro obiettivo perché i consumatori sono affamati di informazioni e conoscenza sul mondo dell’olio», commenta Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia che ricorda come l’ulivo in Puglia sia presente su oltre 370mila ettari di terreno coltivato, che in Puglia ci sono 5 oli extravergine Dop e 1 Igp. «L’olivicoltura pugliese è la più grande fabbrica green del Mezzogiorno d’Italia con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie del Sud, quasi il 32% nazionale e l’8% comunitaria ed un valore di 1 miliardo di euro di PLV (Produzione Lorda Vendibile) di olio extravergine di oliva», continua. Con la crisi energetica e l’aumento dei costi di produzione, l’associazione chiede «una ulteriore stretta sui controlli, per stoppare le pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali». Per Coldiretti Puglia «vanno programmate e realizzate campagne quinquennali di comunicazione, strutturali e adeguatamente finanziate, che promuovano in maniera strategica e coordinata il prodotto simbolo della Puglia, l’olio extravergine di oliva». «È importante lavorare anche sull’internazionalizzazione per sostenere le imprese che vogliono conquistare nuovi mercati e rafforzare quelli consolidati – conclude Coldiretti Puglia – valorizzando il ruolo strategico dell’Ice e con il sostegno delle ambasciate»

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