Bari: la rivalità con il Lecce è storia per Ernesto Chevanton

Ernesto Chevanton, bomber indimenticato del Lecce, racconta i derby con il Bari e la grande rivalità tra le due squadre pugliesi. Vediamo quali siano le sue considerazioni.

 

Chevanton racconta la storia del suo Lecce contro il Bari, nei tanti anni passati nella stessa categoria a darsi battaglia. La sua intervista esclusiva pone l’accento sul Lecce in Serie A ma, in molti passaggi, ricorda il Bari e i derby di cui è stato protagonista (come quello del 2010 che ha permesso ai giallorossi di restare in Serie A). I tempi sono cambiati, nell’intervista Chevanton lo ricorda spesso, e la promozione dalla Lega Pro alla B del Bari resta una delle imprese sportive più belle dell’ultimo anno.

 

Bari: un buon inizio di campionato senza sconfitte

La squadra pugliese raccoglie i frutti del campionato scorso anche in questa nuova avventura in B. La compagine barese è ancora senza sconfitte e ha mostrato grande gioco e grande compattezza. Il Bari ha inanellato anche due vittorie lontano dal pubblico di casa e questo mette in mostra la grande spregiudicatezza del gruppo di Mignani che, dopo la promozione dello scorso maggio, ha ancora due anni di contratto. Il campionato di Serie B, lo sappiamo molto bene, è un campionato molto difficile, con squadre che si equivalgono dal punto di vista tecnico e che sono pronte a combattere oltre il novantesimo. Questo lo abbiamo già intuito in sfide come quella contro il Palermo, altra neopromossa di grande valore e con un pubblico molto appassionato.

 

Speriamo, quindi, che la stagione prossima possa rappresentare l’ennesimo rilancio per una squadra che ha rappresentato, negli anni passati, una delle grandi realtà calcistiche nel nostro Paese e che ha raccontato, per tantissimo tempo, imprese sportive epiche e tante emozioni per tutti.

 

La cavalcata vincente in Lega Pro può fare da traino alla stagione in corso?

Il Bari ha vissuto, nello scorso anno calcistico, il sogno di ogni squadra che punti alla vetta di un campionato. Si è guadagnato, infatti, la promozione con tre giornate di anticipo, diretta perché prima, e con 8 punti di margine sulla seconda. Insomma, un vero e proprio trionfo per la squadra di De Laurentiis che, va detto, aveva imbastito una squadra pronta per il salto di categoria. Questa squadra, con questo carattere così ordinato e deciso, può fare un buon campionato anche in Serie B? Noi pensiamo che questo sia assolutamente possibile e che le gare disputate fino a questo momento non fanno altro che rappresentare ciò che diciamo.

 

La squadra biancorossa può essere la vera sorpresa del campionato cadetto, ne ha tutta la voglia. Il problema, a quel punto, sarebbe capire come gestire la Presidenza di due squadre nella stessa categoria per De Laurentiis, Presidente anche del Napoli. Sappiamo tutti quello che è successo alla Salernitana a causa di Lotito e della sua Lazio, quindi ci auguriamo che la risoluzione di questo tipo di arrovello possa accadere prima che sia troppo tardi.

 

Bari: una squadra che ha fatto sognare e che continuerà a regalare emozioni

Se pensiamo al Bari non possiamo non ricordare gli anni dei fratelli Matarrese e di quel Bari che, tra gli anni 80 e 90, ha regalato grandi soddisfazioni ai suoi tifosi con l’allenatore Gaetano Salvemini. Indimenticabile il triennio 1989-92, con un 1990 da incorniciare. La squadra barese vince, infatti, nel 1990 la Mitropa Cup (manifestazione europea) e guadagna il decimo posto nella massima serie. Parliamo di una squadra mitica con Carbone, Righetti, Brambati, Joao Paulo, Gerson e il bomber Scarafoni.

 

Alla fine degli anni 90, con Fascetti alla guida della squadra, ritroviamo i fasti di un tempo con un gruppo di giocatori incredibile. Abbiamo un giovane Antonio Cassano, barese doc, che incanta e impressiona le grandi squadre con giocate di gran classe. Indimenticabile il suo gol all’Inter con un numero da vero campione. Da lì in poi, dopo anni di galleggiamento, i veri problemi arrivano nel 2014, con il fallimento della società e il ritorno, solo nel 2018, dalla serie D.

 

Quello che vogliamo dire è che Bari, con più di 30 stagioni in A, rappresenta un vero e proprio patrimonio della Puglia e di tutto il Sud d’Italia, secondo solo al Napoli per stagioni disputate. Non possiamo, quindi, non immaginare un futuro roseo per la città e per tutto ciò che Bari rappresenta non solo per i baresi ma per il calcio italiano in toto. Chevanton, dunque, può dire che il Lecce ora è in A e il Bari è in B ma ciò non toglie che quella rivalità, quelle emozioni, quella grinta, rappresentino, in maniera chiara, la volontà della Puglia di essere tra le grandi del calcio in Italia.

ALBERTO FERRARINI

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