Confindustria Puglia: “trend negativo destinato a permanere”

Il Covid ha rallentato anche in Puglia la crescita delle piccole e medie imprese, determinando anche un calo dei fatturati del 4% contro l’8,6% di media nazionale. E’ quanto emerge dal Rapporto Pmi Mezzogiorno 2022, a cura di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di Unicredit e Gruppo 24 Ore. «Dal Rapporto sulle Pmi presentato da Confindustria e Cerved» – dichiara Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia – «emerge un trend negativo destinato purtroppo a permanere anche nei prossimi mesi. Per questo Confindustria ha messo a punto alcune importanti proposte per creare migliori condizioni e piu’ efficaci strumenti per potenziare la struttura finanziaria, la patrimonializzazione delle imprese e rilanciarne gli investimenti».

In base agli ultimi dati demografici e di bilancio, nel 2020 il numero stimato di Pmi che operano nel sistema produttivo pugliese si attesta a quota 6.363, un dato in flessione del 2,8% rispetto al 2019 ma ancora superiore del 10,5% rispetto ai valori del 2007. Le Pmi pugliesi impiegano poco piu’ di 180mila addetti, occupati per il 59,7% nelle piccole imprese e per il 40,3% nelle imprese di media dimensione.

«Le gravi conseguenze della pandemia» – evidenzia Confindustria Puglia – «l’aumento del costo delle materie prime, l’impatto della tragica guerra in Ucraina e i pesanti effetti dell’impennata dei prezzi energetici stanno producendo effetti preoccupanti sulla tenuta delle imprese e sulla loro capacità di continuare a produrre mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro». «Sono sicuro» – continua Fontana – «che la Puglia saprà mantenere il suo dinamismo agganciandosi ad una ripresa che potrà consolidarsi grazie all’impatto che verrà dagli investimenti finanziati dal Piano europeo cosi’ come dai fondi strutturali con l’auspicio che nel nostro Paese si instauri quanto prima una stabilita’ politica che agevoli il raggiungimento di tali obiettivi».

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