I Consiglieri del PD: la Regione spieghi come intende stabilizzare il personale Covid

 «La Giunta Tesei spieghi come intende stabilizzare il personale sanitario che ha prestato servizio durante l’emergenza Covid 19, finora coinvolto a tempo determinato, alla luce delle difficoltà economiche in cui versa la sanità umbra, palesate dal direttore regionale della sanità Massimo d’Angelo»: lo chiedono, con una interrogazione a risposta immediata i consiglieri regionali del Partito democratico Simona Meloni, Tommaso Bori, Michele Bettarelli e Fabio Paparelli. I quali auspicano che venga anche fatta «la ricognizione della platea dei soggetti del Servizio sanitario regionale che potrebbero beneficiare della procedura, suddivisi per Asl e Aziende ospedaliere». Nell’atto, gli esponenti dell’opposizione all’Assemblea legislativa spiegano che «il Governo nazionale ha individuato nella Legge di bilancio 2022 le procedure di stabilizzazione del personale sanitario che ha prestato servizio durante l’emergenza Covid 19».

«Si tratta – aggiungono – di una norma transitoria per la stabilizzazione a tempo indeterminato, che riguarda il personale del ruolo sanitario e degli operatori socio-sanitari che abbiano maturato al 30 giugno 2022, almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022, alle dipendenze di un ente o azienda del servizio sanitario. La procedura di stabilizzazione puo’ trovare applicazione dal primo luglio 2022 al 31 dicembre 2023, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di personale e nel rispetto dei limiti generali di spesa per il personale degli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale».

Meloni, Bori, Bettarelli e Paparelli rilevano che «Lazio, Liguria, Puglia, Piemonte e Calabria hanno già avviato il percorso per la stabilizzazione del personale sanitario che ha maturato i requisiti o hanno già stipulato accordi con i sindacati con cui hanno definito percorsi omogenei di stabilizzazione su tutte le Aziende sanitarie, e la previsione di processi di reinternalizzazione dei servizi sanitari e socio sanitari attualmente in appalto a soggetti terzi, anche con l’obiettivo di potenziare le attività territoriali e di implementare personale nelle nuove strutture previste nel Pnrr Missione Salute». I consiglieri Pd concludono sottolineando che «in Umbria su 976 operatori sanitari reclutati nel corso dell’emergenza Covid, i precari sono complessivamente 869 di cui 163 medici, 389 infermieri e 317 altro personale».

«Con l’accordo raggiunto tra la Regione e sindacati a giugno – proseguono – 350 contratti Covid dei lavoratori precari della sanità dell’Umbria sono stati prorogati fino al 31 dicembre 2022; secondo la federazione Cimo-Fesmed, il sindacato dei medici dirigenti, in Umbria mancano 285 dottori, di cui 69 primari. La possibilità per gli enti del Servizio sanitario di stabilizzare il personale assunto a tempo determinato durante l’emergenza rappresenta una risposta concreta alle esigenze della Aziende sanitarie e ospedaliere. Sarebbe dunque da considerare prioritaria la stabilizzazione dei lavoratori della sanità assunti con un contratto a tempo determinato affinché’ venga dato loro il giusto riconoscimento per il lavoro svolto incessantemente da due anni e perché venga così rafforzata la sanità territoriale, la qualità della sanità umbra e la sua capacità di risposta ai bisogni di salute della cittadinanza».

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