Novità pensioni: sale a 1000 euro il limite di impignorabilità

Una nuova disposizione, inserita dalla legge di conversione del decreto Aiuti bis, eleva da 750 a 1.000 euro il limite per l’impignorabilità delle pensioni, la parte eccedente tale ammontare è pignorabile nei limiti previsti dal terzo, quarto e quinto comma dell’articolo 545 del codice di procedura civile, nonché dalle speciali disposizioni di legge.

Lo prevede l’art.21bis  del decreto Aiuti che modifica il settimo comma dell’articolo 545 c.p.c. che prevede che le somme da chiunque dovute a titolo di pensione, di indennità o altri emolumenti pignorabili non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà.

Va ricordato che l’assegno sociale, che ha natura assistenziale e viene erogato nei confronti di persone per lo più indigenti è adeguato di anno in anno in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, nella sua misura piena, oggi, anno 2022 ammonta a 468,11 euro al mese, erogato per 13 mensilità. Attualmente, quindi, la pignorabilità è ammessa per la parte eccedente 1,5 volte il valore dell’assegno sociale vale a dire circa oltre i 702 euro al mese.

L’art.21 bis nel decreto Aiuti bis ha innalzato l’importo del “minimo vitale”. In particolare, si eleva la soglia di impignorabilità, pertanto non possono essere pignorate per un ammontare corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro.

 

E’ di tutta evidenza che la novella va ad inserirsi in quel pacchetto di aiuti sostanziali nei confronti soprattutto delle famiglie che attualmente ( ma anche per il futuro prossimo) a causa della crisi energetica si trovano ad affrontare un mercato tossico fatto, tra le altre cose, dai costi esosi delle bollette di luce e gas. Tanto per fare un esempio.

Franco Marella

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