Scuola, Cgil Puglia: “autonomia differenziata rischio nelle primarie”

«Una riflessione sulle rinnovate proposte di autonomia differenziata che hanno caratterizzato questa campagna elettorale: come non vedere nel diverso accesso al tempo scuola, nel ciclo della primaria, l’origine della dispersione scolastica e delle povertà educative che affliggono il nostro Sud? Oggi, di fatto, l’Italia è una Repubblica che presenta rilevanti sperequazioni territoriali nella fornitura di servizi essenziali, imputabili, a nostro avviso, proprio alla spinta federalista dei primi anni Duemila». Lo dice la Flc Cgil Puglia in una nota.

«Purtroppo, anche in questa campagna elettorale non solo il tema del Mezzogiorno è poco dibattuto, ma nei programmi di alcune forze politiche si rilancia il tema dell’autonomia differenziata basata sulla spesa storica, ovvero la ragione primaria del divario tra Nord e Sud. Infatti, finora, a nessuno è chiaro se il progetto autonomista che qualche coalizione ha preannunciato, si baserà sulla spesa storica o sui livelli essenziali delle prestazioni (Lep)», prosegue il sindacato.

«A parole sono tutti a favore dei Lep, insieme di servizi e prestazioni che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale per evitare ogni discriminazione derivante dal luogo di residenza, ma, nei fatti, finora il criterio adottato è stato proprio quello della spesa storica, con il risultato – scontato – che riceve di più chi già assicurava il servizio, al contrario di chi non lo aveva mai erogato o lo erogava in misura ridotta», va avanti la Flc Cgil Puglia.

«Riteniamo che, prima dell’avvio di qualsivoglia percorso di autonomia differenziata, nella scuola si possa e si debba procedere all’individuazione e al consolidamento del diritto ad un tempo scuola adeguato e garantito dallo Stato in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale. Si potrebbe, ad esempio, adottare una copertura del tempo pieno inizialmente pari alla media nazionale del 47,2% delle classi che comporterebbe un incremento di organico di oltre 1.000 docenti» – conclude il sindacato.

Promo