Percorso di formazione e sicurezza per i riders organizzato dall’Università di Bari

 È stato presentato nella sala Consiglio dell’Ateneo dell’Università degli Studi di Bari il percorso di formazione in materia di salute e sicurezza per i riders organizzato nell’ambito del progetto “I riders della gig economy tra rischi sociali e rischi stradali”.

Il percorso formativo, avente natura sperimentale, si articolerà in dodici moduli curati da autorevoli docenti universitari e da esperti della Motorizzazione civile. Ciascun modulo ha a oggetto l’analisi della disciplina in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, le procedure da attivare in caso di infortunio, il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza individuale, nonché i profili di corretta circolazione stradale e prevenzione dei sinistri stradali con focus sulle norme del codice della strada attinenti agli specifici “modi” di trasporto utilizzati. Gli ambiti territoriali per la sperimentazione sono le città metropolitane di Bari e Napoli

«Con questo progetto – afferma l’ingegner Umberto Volpe, membro della direzione generale territoriale del Sud del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili – abbiamo cercato di contemperare le esigenze legate alla sicurezza sugli ambienti di lavoro e a quella stradale, perché parliamo di un settore in cui in questo senso c’è un cortocircuito. Agire è urgente. Non possiamo non pensare, per esempio, al caso del rider di Firenze che è stato addirittura licenziato dopo essere rimasto vittima di un incidente stradale»

 «Al di là dell’adesione al corso, che mi auguro sia molto vasta – spiega Stefano Bronzini, Rettore dell’Università degli Studi di Bari – credo sia di interesse porre al centro del dibattito nazionale, oltre ai temi della guerra e dell’energia, anche quello della sicurezza sul lavoro. In ogni periodo di crisi c’è un incremento del numero dei decessi sul lavoro. Questo è significativo di quanto serva non abbassare la guardia proprio adesso».

Promo