Al via in Qatar, tra polemiche e violazioni, i Mondiali 2022

Questa domenica, 20 novembre, avranno inizio i Mondiali 2022 in Qatar, ma la decisione del luogo scelto per il suo svolgimento ha creato sin dall’inizio un grande dibattito in merito al mancato rispetto dei diritti umani nell’emirato arabo e alle condizioni dei lavoratori che hanno costruito gli stadi. Il Qatar è una nazione situata in Medio Oriente, è poco più grande dell’Abruzzo e perlopiù costituito da deserto, e quindi come ha fatto a ospitare questo importantissimo torneo di calcio?Interessi geopolitici e accuse di corruzione si ritiene siano alla base di tale assegnazione. Per l’evento sono stati costruiti 8 futuristici stadi da 6,5 miliardi di dollari e 400 mila posti a sedere per una popolazione di appena 2.800.000 abitanti, quanto la città di Roma circa. Come ha anche denunciato Amnesty International, molti operai che hanno lavorato per le strutture sono morti, se ne stimano 6.500, ma il Qatar nega tutto. I lavoratori hanno dovuto sottostare alla legge della Kafala, vale a dire che i datori di lavoro hanno il controllo sui loro permessi di soggiorno e su alcuni dei più basilari diritti civili: in pratica i lavoratori non possono lasciare il proprio posto di lavoro o decidere di cambiarlo senza il permesso del datore di lavoro, nemmeno in caso di violenze, che avvengono sistematicamente (denunciato sempre da Amnesty). Essi non possono nemmeno lasciare il Qatar quando vogliono. Questi lavoratori provengono maggiormente dall’Africa e sono tutti immigrati. La maggior parte della popolazione del Qatar è straniera (ben l’88%): questi immigrati vengono sfruttati per costruire le strutture. Avere la cittadinanza è praticamente impossibile, dato che la si può avere soltanto per via ereditaria. Le paghe sono al limite della sopravvivenza: si va dagli 0,80 centesimi all’euro all’ora. Per non parlare anche delle temperature estreme sotto le quali hanno dovuto lavorare. Le morti sul lavoro sono state tante. Preparare il Mondiale in Qatar si stima sia costato 200 miliardi di dollari, di cui “solo” 6,5 per gli stadi, il resto per strade, alberghi, città, metropolitane, aeroporti. Nonostante tutto, questo fine settimana saremo tutti spettatori di questo Mondiale invernale fuori dal normale (anche per la mancata qualificazione della nostra Nazionale).

Manuele Telesca III G, scuola secondaria di I grado Bosco-Netti, Santeramo in Colle

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