Qatar 2022: lo scandalo “mondiale” in quattro ragioni

Che squallido scenario i Mondiali, che brutta vicenda di potere!… Grazie all’inchiesta della trasmissione “Report” che ne ha parlato. Lo scandalo del Mondiale d’inverno, il primo del Medio Oriente.

Il primo d’inverno, Il primo in una città sola, Doha.

È uno scandalo mondiale, per almeno quattro ragioni.

  1. Diritti delle donne
  2. Diritti della comunità lgbt
  3. Morti sul lavoro
  4. Danni per l’ambiente

 

Cominciamo con i Diritti delle #Donne

La Sharia è il sistema legale dell’Islam che vige in Qatar. Questo fa si che le donne siano sottoposte ad un sistema di tutela maschile, che limita per ogni creatura di sesso femminile la possibilità di condurre una vita vera e libera.

Per esempio le madri non possono ottenere l’affidamento dei figli e hanno bisogno dell’autorizzazione per lavorare o per viaggiare all’estero fino ad una certa età.

Trattate come cittadine di serie B.

 

La comunità #Lgbt.

L’omosessualità in Qatar è un reato punito con la reclusione e, in certi casi, con la pena di morte.

Khalid Salman, ambasciatore per la Coppa del Mondo 2022, ha definito l’omosessualità “un danno psichico” in un’intervista trasmessa martedì dall’emittente pubblica tedesca ZDF.

“Durante i Mondiali arriveranno molte “cose strane” nel nostro Paese. Parliamo dei gay. La cosa più importante è la seguente: tutti accetteranno che vengano nel nostro Paese. Ma loro dovranno accettare le nostre regole. L’omosessualità è ‘haram’ (che significa ‘proibito’) perché è un danno psichico”.

 

Morti sul #Lavoro

Sotto osservazione anche le precarie condizioni dei lavoratori stranieri che hanno costruito gli stadi. Secondo il “Guardian” dal momento dell’aggiudicazione a ospitare la Coppa del mondo in Qatar sono morti più di 6500 lavoratori migranti provenienti da Bangladesh, India, Pakistan, Sri Lanka.

Quantificare è ancora difficile, ma le circostanze sono ormai chiare. Per sostenere lo sviluppo di un paese abitato all’epoca da meno di 2 milioni di persone (ora sono quasi 3 milioni) e in gran parte desertico, il Qatar ha avuto bisogno di manodopera dall’estero, fatta arrivare da alcune delle zone più povere del mondo. In questo modo migliaia di operai sono stati ridotti a condizioni di schiavitù fin dal loro arrivo nel paese.

 

Danni per l’#Ambiente

Nel Paese non c’è accesso all’acqua potabile e, per i terreni di gioco degli stadi, cattedrali nel deserto, c’è bisogno di 10mila litri per l’irrigazione. Per ovviare al problema, si utilizza la tecnologia della desalinizzazione dell’acqua marina, con conseguenze ambientali disastrose. Inganni, sfruttamenti e totale noncuranza delle vite umane.

 

Possibile che i mondiali di calcio siano più importanti di queste “ragioni” sociali e ambientali?

 

Matteo Rossi, 3^A, Secondaria I gr. plesso “Verga”, Bari

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