Viaggio tra Bari e Roma – “Fuori da ogni tempo”

Ieri gli studenti del Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Bari hanno partecipato al progetto “Al Flacco con le autrici”. Ospite: la scrittrice e archeologa Rita Lopez, per parlare del suo ultimo romanzo “Fuori da ogni tempo”.

Sono le storie di due donne apparentemente lontane nel tempo e nello spazio, ma in realtà molto vicine: Beatrice, un’archeologa barese che vive nella Roma del ventunesimo secolo, e Cornelia, una giovane vestale che vive nella Roma antica. Le due dovranno affrontare le difficoltà e gli ostacoli della loro vita, tentando di non dimenticare il proprio essere. Beatrice, dopo aver abbandonato gli studi e aver sacrificato la sua vita per i figli e per l’amore di un uomo che non la merita, cercherà di ritrovare sé stessa una volta diventata adulta. Cornelia, costretta a diventare una sacerdotessa di Vesta in tenera età, incontrerà l’amore e si ribellerà alla sua condizione di giovane strappata a tutto ciò che la vita può offrire.

Abbiamo intervistato la dott.ssa Lopez.

Dott.ssa Lopez, nel suo libro è molto interessante il passaggio tra i diversi piani spazio-temporali: la Roma antica e quella moderna, la Bari degli anni ’50, quella degli anni ’70 e ’80 e quella contemporanea. Come le è venuta questa idea?

Mi ha aiutata molto il mio lavoro di archeologa, perché induce a continui salti temporali. Quando scavo ho varie visioni del tempo, e queste molteplici dimensioni mi portano spesso fuori dal tempo stesso. Volevo raccontarlo in una storia che fosse fuori da ogni tempo.

Perché ha deciso di ambientare la vicenda proprio in quel periodo della storia di Roma? I personaggi romani sono ispirati a persone realmente esistite?

Il contesto storico di cui parlo nel libro è molto generalizzato e non ci sono riferimenti cronologici precisi. Si parla di una Roma antica in un’epoca imprecisata. La figura della vestale, una sacerdotessa devota al culto molto antico della dea Vesta, richiama donne realmente esistite. C’è stata anche una Cornelia vestale nel periodo di Domiziano, ma non è la donna a cui mi sono ispirata.

Il suo romanzo mette in luce temi che riguardano diverse generazioni di età: la condizione della donna oggi come nel passato, l’amore, l’importanza dello studio, il rapporto tra genitori e figli e il non meno delicato problema dell’Alzheimer, temi di riflessione per un vasto pubblico. Abbiamo inteso in modo corretto?

Avete inteso alla perfezione. Mentre scrivevo il romanzo, non mi rendevo conto di quanti argomenti stessi trattando e, durante le presentazioni del mio libro, vengono fuori dei collegamenti ai quali non avevo fatto caso. Tutti i temi presenti all’interno della storia non sono stati decisi a tavolino, ma sono emersi spontaneamente nella scrittura.

Quanto l’archeologia ha influito sulla sua vita e cosa l’ha portata ad avere la necessità di mettere nero su bianco le sue emozioni e le sue passioni?

L’archeologia è stata la mia rivalsa. È stata una scelta consapevole intraprendere questo percorso, dopo essermi dedicata completamente alla mia famiglia, come una vestale. Grazie a questa non solo sono riuscita a riscattare me stessa, ma anche a ricambiare Roma, la città dove lavoro e che mi ha “adottata” sin da ragazza. La necessità della scrittura è stata quella di dare senso alle emozioni, alle passioni, alla vita, e forse ha avuto anche una funzione terapeutica.”

Nel romanzo vengono spesso citati il liceo frequentato da Beatrice e le sue passioni: parliamo in realtà della sua vita? Qual è stata la sua esperienza al liceo e quali consigli vorrebbe dare ai ragazzi di oggi?

Sicuramente l’ispirazione è nel mio passato e anche nel liceo Flacco che ho frequentato, ma ho dovuto viaggiare con la fantasia per rendere viva la storia di Beatrice. Il consiglio che do a voi ragazzi è studiare con passione e amare questo liceo, perché insegna ad aprirsi e a comprendere l’altro.

Vittoria Fino, Alessia Manzo, Sofia Rizzi, Elettra Salvatore – 1^C Cambridge

Liceo Classico Statale “Q. Orazio Flacco”, Bari

Promo