La storia di Santa Scorese a Tg2 Storie, Radio 1 Rai e Tv2000

Palo del Colle. «Santa Scorese, martire per la libertà e l’autodeterminazione della donna»: a più trent’anni di distanza dalla sua morte, la storia della giovanissima di Palo del Colle continua a far riflettere e ad interrogare le nuove generazioni. «Esempio di tenacia, coraggio, coerenza di donna – spiega la sorella Rosa Maria Scorese – Santa grida il diritto di tutte ad autodeterminarsi per camminare libere».L’occasione è quella delle celebrazioni per la giornata mondiale per la eliminazione della violenza sulle donne che torna così ad accendere i riflettori sulla vicenda di Santa Scorese, una storia simbolo, tra le più emblematiche di femmicidio. Forse la prima ad andare oltre il racconto tipico della cronaca per iniziare ad inquadrare l’aggressività e la violenza maschile nei confronti della donna e a definire il femminicidio non solo come fenomeno emergenziale ma strutturale.I fatti risalgono al 15 marzo 1991, a Palo del Colle, un piccolo centro a pochi chilometri da Bari.Protagonista della vicenda è Santa Scorese, una ragazza di 23 anni, studentessa universitaria all’ultimo anno di pedagogia con una forte vocazione spirituale e un profondo impegno nel volontariato cattolico. Quel 15 marzo, al ritorno da una catechesi in parrocchia, Santa Scorese veniva uccisa da uno psicopatico dopo tre lunghi anni di molestie e pedinamenti. Una lunga ossessione sfociata in follia omicida. Erano anni bui per le leggi contro lo stalking, una lacuna legislativa che non prevedeva reati specifici per le donne vittime di violenza. Così Santa moriva uccisa da tredici coltellate davanti a casa sua, in una piazza che oggi porta il suo nome. Davanti agli occhi impotenti del padre poliziotto e nell’indifferenza di un sistema che non aveva saputo rispondere alle richieste di aiuto e di protezione della famiglia. Una morte annunciata. Come i tanti femminicidi dei giorni nostri che svelano i limiti di una società ancora incapace di riconoscere e prevenire i reati di genere e stalking.Santa Scorese ha raccolto le sue esperienze e riflessioni spirituali ma anche i suoi drammi e le sue paure in un diario. Per la Chiesa Cattolica morì da martire, omicidio in odio della fede e nel 1998, in Vaticano, veniva avviata la causa per la sua beatificazione.Su Santa Scorese sono stati scritti libri ed opere teatrali. Le vicende della giovane cattolica sono state raccontate anche nel docufilm Santa Subito, del regista barese Alessandro Piva, vincitore del premio del pubblico alla 14esima edizione della Festa del Cinema di Roma.La storia di Santa è il racconto di un futuro negato, del dolore di chi resta ma diventa anche importante monito per un “mai più” che interroga cittadini ed istituzioni, inchiodando tutti ad un maggiore impegno e responsabilità. Ne è convinta la sorella Rosa Maria Scorese che non perde occasione per testimoniare la storia di Santa nelle scuole e nelle parrocchie, a gruppi ed associazioni laiche e cattoliche.

«Santa per me è segno e testimone di un sacrificio cruento ed anche di luminosa speranza cristiana – dichiara Rosa Maria Scorese – per cui, asciugate le lacrime, ho votato la mia vita a stare a fianco di altre donne perché possano riconoscere la violenza agita da alcuni uomini ed essere libere. Santa lo avrebbe fatto. Così la dono come esempio di tenacia, coraggio, coerenza di donna che, pur non avendo più voce, grida il diritto di tutte ad autodeterminarsi per camminare finalmente libere e sicure sulle strade del mondo».Nel corso degli eventi dedicati alle celebrazioni del 25 novembre, la storia di Santa Scorese sarà protagonista di una programmazione speciale a lei dedicata. Giovedì 24 novembre, in seconda serata, su Tv 2000, il canale della Cei, andrà in onda il docufilm Santa Subito. Venerdì 25, alle ore 11, Radio 1 Rai trasmetterà una intervista a Rosa Maria Scorese mentre sabato 26 l’appuntamento è su Rai 2, con una puntata di Tg2 Storie.

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