LA TRAVIATA A BARI – INTERVISTA AL TENORE GIULIO PELLIGRA

 In queste giornate, dal 18 al 28 dicembre, al Teatro Petruzzelli di Bari, va in scena una delle maggiori opere verdiane, la Traviata, su libretto di Francesco Maria Piave. Quest’opera racconta la storia d’amore tra Alfredo e Violetta, una cortigiana parigina che morirà prematuramente a causa della tisi.

Abbiamo intervistato il tenore Giulio Pelligra che interpreterà Alfredo nei giorni 20-22-26-28 dicembre.

Ricorda la sua prima esibizione a teatro? Che emozioni ha provato? 

Ho iniziato quando avevo 18 anni e interpretavo un ruolo da solista al “Teatro Manoel” di Malta ne “Il barbiere di Siviglia” di Rossini. Non ho ricordi molto chiari, dal momento che è trascorso molto tempo. Fu sicuramente un debutto molto bello ed emozionante perché era la prima cosa che facevo; quando sei su un palco davanti a tanta gente devi avere i nervi saldi.

Come e quando ha capito che l’opera sarebbe stata la sua strada?

L’ho capito da molto piccolo. Mio nonno materno ha sempre suonato in casa e quindi un giorno ho iniziato a cantare con lui. Avevo anche una musi-casetta di Pavarotti e l’ascoltavo sempre. Pavarotti tutt’oggi è il mio idolo! È il migliore in assoluto. È il mio punto di riferimento quando mi approccio allo studio di un nuovo ruolo, oppure quando devo andare ad ascoltare cose che non conosco. 

Sappiamo che ultimamente ha prestato la sua voce e la sua fama a favore di un importante impegno sociale: quello del Requiem per le Vittime della Mafia in ricordo delle stragi di Capaci e Via d’Amelio. Cosa le ha lasciato questa esperienza? 

Da Siciliano mi ha molto onorato poter prestare la mia arte per una causa così nobile. È stato toccante, un momento di profonda preghiera per chi a causa di questa brutta bestia, chiamata mafia, non c’è l’ha fatta. È stato un insieme di emozioni, c’era rabbia, dolore e onore di esserci, per poter fare, nel mio piccolo, qualcosa per dare solidarietà alle famiglie di chi è stato colpito. 

Tra le molte opere a cui ha preso parte, come “La Traviata” al “Teatro dell’Opera di Roma” o “La Bohème” al “Grand Théàtre de Genève”, c’è un’opera a cui è particolarmente legato?

Sì, “I Vespri Siciliani” [opera in francese di Giuseppe Verdi N.d.R.] al “Teatro dell’Opera di Roma”. E’ un ruolo che amo particolarmente, mi rappresenta molto perché è un personaggio combattivo, un innamorato, un siciliano! Poi è una musica bellissima che coinvolge al 100%. 

Ha definito il Teatro Petruzzelli la sua seconda casa. Prova ancora emozione a calcare il palco? 

È sempre la prima volta. È un’emozione continua e, secondo me, il segreto dell’artista deve essere questo: dare agli altri la possibilità di vivere a pieno il teatro, di essere personaggio, di raccontare una storia, di coinvolgere il pubblico, di emozionarsi e di emozionare chi ti ascolta. 

Si rispecchia nel personaggio di Alfredo per alcuni tratti del suo carattere?

Per alcuni tratti del suo carattere sì: l’impeto giovanile e il carattere preciso. Per altre cose no, Alfredo si lascia trascinare, soprattutto nel secondo atto, dalla sua irrazionalità, compiendo gesti eccessivi.

Che consiglio darebbe a tutti i ragazzi che si apprestano al mondo dell’opera?

Consiglio a tutti di studiare tanto perché non si finisce mai di imparare. La voce è in continua evoluzione e mutazione. È importante l’ascolto ed essere sempre fedeli a ciò che l’autore ha scritto. Bisogna fare ricerche sul personaggio, sulla sua psicologia e sui suoi sentimenti per una buona interpretazione. Non bisogna avere fretta di andare nel teatro a lavorare perché è fondamentale avere un background di studio alle spalle. Abbiamo visto artisti come Leo Nucci e Mariella Devia che nonostante la loro età possono cantare e dare la propria arte al pubblico, grazie al loro background di studio immenso. 

Ringraziamo il maestro Giulio Pelligra per i suoi preziosi consigli e per la sua cortesia e disponibilità. 

Miriam Giusto, 1^BC – Liceo “Simone Morea”, Conversano

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