Rifiuti gettati, strumenti riciclati

In queste ore in un’azienda di Modugno, nella zona industriale di Bari, dedicata al trattamento di rifiuti, un grave incendio del materiale da stoccare ha provocato l’intervento dei vigili del fuoco. Dovuto probabilmente ad un corto circuito, sta provocando danni ambientali con conseguente allarme per la salute dei cittadini.
Il problema del riciclo dei rifiuti è diventato veramente un’emergenza e ognuno di noi dovrebbe chiedersi se c’è qualcosa che può fare per contribuire alla soluzione. Nel mondo siamo tanti e tutti produciamo spazzatura, quindi potremmo pensare di dare una seconda vita a ciò che buttiamo.
A questo proposito, una persona in particolare è riuscita a fare qualcosa di straordinario.

Avete mai sentito parlare di un’orchestra formata con strumenti musicali riciclati? Ebbene, questo è il caso di Favio Chavez, un geniale ingegnere ambientale che ha deciso di creare strumenti musicali fatti con rifiuti riciclati.
Trasferitosi a Cautera, cittadina del Paraguay nota per essere una zona particolarmente degradata e povera, caratterizzata da un’enorme discarica di rifiuti che purtroppo è la principale fonte di sostentamento per le famiglie del posto, ha pensato di usare tutti quei rifiuti per dare loro una seconda vita, riutilizzandoli creando strumenti musicali.

Favio decide di dare lezioni di musica per educare bambini e ragazzi anche ad una vita sociale, togliendoli dalla vita della strada. Forma così un’orchestra di ragazzi che suonano strumenti riciclati, dando vita alle sue celebri parole “Il mondo ci manda spazzatura, noi restituiamo musica”. Ora immaginate di arrivare già al prossimo Natale, o al compleanno di un vostro conoscente che non si può permettere uno strumento musicale, che sia un bambino o un adulto, voi gli date lo strumento dei suoi sogni che, nonostante sia fatto di rifiuti riciclati, suona come un vero e proprio strumento musicale.

Senza spendere cifre da capogiro avete riciclato e dato l’opportunità a qualcuno di esprimersi in un modo che forse non avrebbe potuto realizzare diversamente.

Ad oggi tanti ragazzi, inoltre, hanno avuto la possibilità di uscire dalla povertà tramite la musica.

Tutti possiamo fare qualcosa per la raccolta differenziata, per noi stessi e per la nostra società. Magari, con le nuove tecnologie, potremmo arrivare al punto di creare moltissime altre cose con i rifiuti da noi prodotti.
È vero, una persona singola non può produrre cambiamenti drastici ma, tutti insieme, nel mondo siamo una grande squadra, insieme possiamo fare la differenza.
Quindi perché non iniziare proprio ora?

 Francesco Napoletano, III ITIA/A “Panetti-Pitagora”, Bari

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