Tiziana Ferrario al Libro Possibile di Casamassima

Tiziana Ferrario, volto noto del giornalismo italiano, sarà ospite del Libro Possibile Winter per presentare il suo ultimo libro La bambina di Odessa (Chiarelettere), la storia e le battaglie di Lydia Buticchi Franceschi, una donna che ha lasciato un segno indelebile nel nostro Paese, a 50 anni dall’uccisione del figlio Roberto.

L’incontro, organizzato dal Libro Possibile con la Città Metropolitana di Bari e i Comuni di Casamassima, Cellamare  e Triggiano, nell’ambito del progetto “Il futuro possibile – incontri per il piano strategico metropolitano“, si terrà giovedì 19 gennaio, alle 18, nell’auditorium dell’IISS Rosa Luxemburg di Casamassima. Interverranno: il sindaco Giuseppe Nitti; Maria Morisco, dirigente scolastica dei licei Cartesio di Triggiano; Rocco Fazio, dirigente scolastico IISS Rosa Luxemburg; Rosella Santoro, direttrice artistica del Libro Possibile; gli studenti dei licei Cartesio. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Venerdì 20 dicembre, l’autrice farà tappa anche: al Liceo Flacco di Bari, ore 11; al liceo Bianchi Dottula di Bari, ore 15.30; e al liceo Simone Morea di Conversano, ore 18.

Tiziana Ferrario è giornalista e conduttrice televisiva italiana. Volto celebre del TG1, nella sua lunga carriera in Rai, è stata anche corrispondente da New York e ha seguito, da inviata, alcune delle principali crisi umanitarie internazionali (dall’Afghanistan e Medio Oriente a Uganda e Darfur). Molto attiva sul fronte dei diritti delle donne, nel suo ultimo libro, racconta la vicenda straordinaria ma vera di una donna che ha lasciato il segno nel Novecento italiano.

Oltre che insistere sugli obiettivi 5 (Parità di genere) e 10 (Ridurre le disuguaglianze) dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, l’iniziativa mira a promuovere l’obiettivo 16 (Pace, giustizia e istituzioni forti), auspicando la costruzione di società pacifiche ed inclusive e la riduzione di tutte le forma di violenza.

La bambina di Odessa (Chiarelettere) è, infatti, la storia di Lydia Buticchi Franceschi. La nascita negli anni Venti, da genitori italiani, in quella che oggi è ancora Ucraina, il ritorno in patria, la lotta partigiana, l’insegnamento a scuola e poi l’episodio che ha cambiato per sempre la sua vita: l’uccisione del figlio ventenne Roberto, il 23 gennaio 1973, durante una manifestazione studentesca fuori dalla Bocconi. Il ragazzo fu colpito mortalmente da uno sparo della polizia, ad altezza d’uomo, ma sulla mano che esplose il colpo non fu fatta luce. Iniziò così la battaglia di Lydia, durata vent’anni, per ottenere giustizia.

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