Il perito balistico una professione di scienza e coscienza. Ne parliamo con la dott.ssa Paola Corsignano Carrieri

Le scienze forensi ormai sono entrate a pieno titolo nella vita comune di tutti per merito della tv grazie ai molti programmi che trattano la materia delle investigazioni scientifiche ossessivamente e, qualche volta, bisogna ammetterlo, i protagonisti di questi programmi ci azzeccano. Dapprima era l’investigatore privato a frangere i vetri oscuri dei delitti, noti i personaggi come Sherlock Holmes, Ercule Poirot o la Signora in Giallo- Jessica Fletcher -, non solo, e chi non ricorda l’accorto e raffinato Nero Wolf o il pacioso e tenerissimo Padre Brown interpretato da Renato Rascel? Poi la svolta: le investigazioni tecnico/scientifiche. Già l’investigatore privato aveva un po’ stancato. E così esplodono a bomba programmi come CSI Las Vegas, I Ris, La Scientifica e compagnia cantando a cui negli anni si sono aggiunti i programmi televisivi come Quarto Grado che sminuzzano le indagini fino ad individuare mandanti ed esecutori dei truci delitti. Insomma per ricostruire una scena del crimine bastano alcune parole: polizia scientifica, rilievi balistici, ricostruzione del delitto, impronte digitali, inquinamento delle prove adagiate all’interno delle frasi più celebri “c’è un omicidio, la scientifica sta ancora lavorando”, “Stiamo aspettando il medico legale”, “Potremo essere più precisi dopo l’autopsia”. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto alla dott.ssa Paola Carrieri esperta perito balistica al servizio della comunità forense. Incontriamo la professionista nel suo studio/ufficio con tanto di luci tenue, un microscopio in bella vista , computer con analizzatori di impronte, in compagnia della sua allieva la dott.ssa Graziana Grossi la quale, al pari di quanto riferisce la stessa Carrieri, è il suo braccio destro.

Dopo i convenevoli del caso eccoci con la prima domanda, Carrieri ci dica perché ha scelto questa professione?

Non l’ho scelta, ma mi è capitata. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ho studiato la criminologia e, successivamente, la criminalistica. Nel mentre del mio percorso formativo,  ho reputato di dover settorializzare la mia formazione, pertanto ho canalizzato la mia attenzione su, dapprima, balistica forense, poi Bloodstain Pattern Analysis e ricostruzioni delle dinamiche in virtù di wurste due precipue competenze, atteso mi sento piuttosto a mio agio tutte le volte in cui devo spiegare cosa sia accaduto in una scena del crimine e , quindi, come siano spiegabili le dinamiche da un punto di vista esclusivamente scientifico. E’ opportuno evidenziare che la mera volontà ed un elevato indice di gradimento in fatto armiero non siano sufficienti; infatti è doverosa una formazione accademica seguendo percorsi qualificanti come scuole di specializzazione e vari perfezionamenti, oltre che tirocini prolissi in strutture operative. Ho fatto anche molta amara gavetta ed ho avuto (sospira) la fortuna di incontrare i”maestri” capaci che mi hanno insegnato che essere un balistico prima di tutto è una missione, poi un lavoro. Per questo svolgo molta attività di ricerca e sperimentale e cerco di trasmettere ai miei allievi il senso di responsabilità. Sono già 10 anni di impegno professionale e ne sono molto entusiasta e soddisfatta.

Ma il perito balistico, almeno, come luogo comune ci sembra una professione da “maschietto” è così?

Purtroppo l’infondata convinzione che esistano ancora professioni sessuate ha fatto sì che alcune branche delle scienze forensi siano state nel tempo quasi appannaggio dell’uomo, o vissute come tali dall’opinione pubblica.  L’esperto balistico poi pareva essere solo al “maschile” perché si deve avere a che fare con le armi, con le munizioni e con tutto ciò che sia  connesso. Difatti qualche problema di “inserimento”, anzi direi che a volte ho avvertito a pelle il pregiudizio e non è stato affatto semplice, Comunque parliamo al tempo passato.

In cosa consiste la sua professione?

Sono un balistico ed un esperto di BPA (Bloodstain Pattern Analysis) e scena del crimine. Pertanto, il mio lavoro consiste nella ricostruzione di accadimenti omicidiari o ,quantomeno, delittuosi interessati dall’uso di armi da fuoco e di qualunque altra arma che comporti uno “spargimento di sangue”. La balistica e la BPA sono branche della criminalistica e peculiari tecniche investigative, probabilmente, tra le più ardue del panorama investigativo forense. Dato che la balistica forense studia il fenomeno di corpi  proiettati da macchine termo-meccaniche, in essa convergono discipline eterogenee, che devono essere note al balistico: medicina legale, fisica, chimica, giurisprudenza, trigonometria, etc. Discipline che il balistico deve necessariamente conoscere ed applicare con metodo alla propria attività di indagine. Lo stesso può dirsi per la BPA, atteso che si occupi di ricostruire dinamiche di precipuo interesse dell’autorità giudiziaria attraverso lo studio di proiezioni ematiche che generano pattern o bloodstain pattern. Grazie alle moderne tecnologie, l’indagine balistica e di BPA consente di raccogliere ed interpretare dati accurati e di fornire una ricostruzione di quanto avvenuto durante un evento in cui sono state utilizzate armi da fuoco,  bianche od improprie. La balistica, infatti, tra le altre attività, si occupa di studiare le traiettorie assunte dai proiettili, i punti di impatto, gli angoli di incidenza, la lesività terminale da agente balistico, nel complesso le dinamiche.  Al balistico spetta il compito indagare in merito ai i reperti balistici raccolti  sulla scena del crimine e/o analizzare quelli prelevati anche in sala autoptica, di individuare la tipologia di armi e di munizioni utilizzate ed effettuare le comparazioni al microscopio comparatore , di analizzare i residui di polvere da sparo raccolti su soggetti e oggetti coinvolti nell’episodio delittuoso, di ricostruire le traiettorie per determinare, all’interno della ricostruzione della dinamica, ordine del fuoco, posizione e spostamenti di vittima ed offender,  di utilizzare software utili alla ricostruzione degli accadimenti è parte integrante del valore della verità processuale, intrisa di certezze, professionalità, tecnicismi, scienza e studi approfonditi.

 Ci pare di capire che l’errore non è concesso.

Si è proprio così, bisogna assolutamente operare secondo scienza  e coscienza, evitando considerazioni estemporanee che non siano minimamente fondate su alcunché. Occorre operare con metodo scientifico, rigore, linee guida e professionalità. Ciascun professionista deve fare il proprio rispetto al suo ambito di competenza, dunque nessuno può e deve ingerire in altrui competenze e non è nemmeno più accettabile che si centralizzi alle valutazioni di un singolo la ricostruzione degli accadimenti, perché proprio l’operato di più figure professionali che sappiano collaborare ad effetto domino con le rispettive competenze è emblematico di garanzia.

 Si spieghi meglio: cosa significa?

Analizzare una scienza del crimine significa fornire strumenti affinché altri possano  attribuire le responsabilità a chi ha commesso l’azione delittuosa e potrebbe anche accadere che non sia la persona in quel momento sottoposta ad accertamenti, ecco perché bisogna agire con scienza e coscienza.  Le indagini  forensi sono frutto di anni di studio ed indagini, anche di errori ne prendo atto, ed è per questo che gli accertamenti, per di più talvolta irripetibili, devono essere compiuti con la massima severità. Non sono ammessi errori posto che la posta in palio è la verità.

Ci dica Carrieri Le è mai capitato di sovvertire l’ordine delle cose magari spostando le lancette anche contro le perizie della Polizia Scientifica o i RIS dei Carabinieri?

Con i RIS e la Scientifica condivido rapporti sereni, di rispetto e di stima, dato che alcune volte abbiamo condiviso gli esiti di attività di indagine. Dunque posso altrettanto serenamente affermare che non si tratta di andare contro o a favore, si tratta di fare il proprio dovere. L’indagine balistica è uno strumento scientifico che è messo a disposizione per portare a galla la verità, questo è il nostro compito: RIGORE, PROFESSIONALITA’, SCIENZA E STUDIO CONTINUO e se c’è la necessità di scontrarmi su dati obiettivi e scientifici, in antitesi a chicchessia, anche un mio collega,  affilo le armi!

Un ultima domanda: che sogni ha nel cassetto una donna perito balistico?

Ebbene continuare la mia professione esprimendo sempre il meglio, tuttavia credo molto nella formazione. E credo che a volte manchi a chi professi di svolgere la mia stessa professione o, almeno, credo sia molto superficiale. E questo è molto pericoloso. A tal proposito credo di poter affermare a Barisera che nascerà a breve una scuola per esperti balistici rivolta ai tanti giovani e meno giovani  che vogliono e possono intraprendere una professione così affascinante ed anche tanto complessa.

L’intervista termina con gli auguri alla dott.ssa Carrieri  già formatrice delle nuove leve a cui passare il testimone della brillante professione di perito balistico, a noi basta semplicemente che sia la verità ad albeggiare sui fatti.

Franco Marella

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