I FISCHIETTI IN UN’ATMOSFERA DENSA DI RELIGIOSITÀ, ARTE E TRADIZIONE

A Rutigliano, in concomitanza con la festa di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio, parte la fiera del fischietto. Dopo la cerimonia di benedizione degli animali, di cui il Santo è protettore, allietata da folcloristiche fanfare e parate di carri adornati, trainati da cavalli, le vie del borgo antico si popolano di stand per mostrare i fischietti realizzati dai figuli locali. È una tradizione che vanta una storia secolare e costituisce la peculiarità di un manufatto specificatamente made in Rutigliano. Lo stesso nome del paese deriverebbe dal latino “rutilius”, che si traduce con rossiccio, dunque si pensa in riferimento al colore del materiale di cui il paese è ricco e con cui si producono da sempre vasi, tegami, orci, cantari e, appunto, i tipici fischietti: l’argilla.

I fischietti sono realizzati artigianalmente in piccoli laboratori sparsi per il paese, modellati su un tornio che fa girare su se stesso il manufatto e che, una volta formato con un beccuccio per fischiare, viene cotto in appositi forni ad altissime temperature e infine pittato. 

Il fischietto tipico, nonché il simbolo vero e proprio di Rutigliano, è il galletto, bianco, rappresentato con le piume colorate. Il mondo degli animali richiama la vita agricola e il legame con il Santo. 

Non mancano, però, raffigurazioni tradizionali e caricaturali di donne procaci, mestieri, con una particolare attenzione ad alunni e insegnanti. Ogni anno il campionario si arricchisce di personaggi celebri, dai papi, ai politici, o anche attori, calciatori. Ce n’è per tutti: dai personaggi Disney, ai mostri, ai supereroi. 

È possibile ammirare e acquistare queste piccole opere d’arte in “Piazza XX Settembre” esposte su coloratissime bancarelle, con prezzi a partire da pochi euro fino a esemplari d’autore che arrivano al migliaio. La passeggiata potrà accompagnarsi a degustazioni di vario genere, dalle caldarroste ai pirciddi (gnocchi) fritti e altre specialità della gastronomia locale.

Le vie si animano di gente del posto ma anche di tanti curiosi, estimatori che vengono da fuori. 

Una tappa d’obbligo sarà per tutti anche il “Museo del Fischietto in Terracotta”, in cui si potranno passare in rassegna, di bacheca in bacheca, tantissimi esemplari di questo particolare manufatto nel corso degli anni valutando elementi di continuità e innovazione. Il campionario comprende i fischietti premiati nel corso degli anni. Infatti ritorna, puntuale ogni anno, il “Concorso fischietto in terracotta”, giunto ormai alla sua 33ª edizione, di portata nazionale. Il primo classificato di questo 2023 è stato Franco Valenzano, un figulo rutiglianese che ha presentato la sua opera «Libero il suono s’invortica nell’aria» (€ 1.300).

Se vi siete persi questo evento il 17, non disperate, potrete prendere parte sabato 21 e domenica 22 gennaio per l’intera giornata… fate un fischio!

Dafne Ottomano 1BC, Liceo Simone Morea, Conversano

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