Legalità: meno male che ci sei!

Il filosofo greco Aristotele, vissuto nel IV secolo a.C. e grande studioso della natura umana, ha individuato i bisogni primari dell’uomo soffermandosi su quelli che lo distinguono dal resto degli esseri viventi; proprio nel suo libro “Politica” afferma che “l’uomo è per sua natura un animale sociale” e spiega la “politicità” dell’uomo e cioè il suo bisogno di confronto e di rapporto, senza il quale sarebbe un comune animale solitario. Nell’Ottocento, un altro filosofo, Hegel, sottolinea la stessa necessità: il bisogno dei rapporti sociali nasce dall’incapacità della coscienza individuale di comprendersi e riconoscersi in autonomia. Essa è chiamata “intersocialità”: gli altri sono indispensabili a noi, come noi siamo indispensabili agli altri. L’interazione tra più individui tendenti ad un fine comune stabile, forma una società, come la famiglia, la scuola e lo Stato che garantisce e tutela i nostri diritti. 

Il mantenimento di queste relazioni richiede il rispetto della libertà e solidarietà per evitare abusi di potere e perciò è importante che vengano rispettate delle regole, cioè dei comportamenti; tutte queste regole sono racchiuse in leggi che costituiscono gli ordinamenti del nostro Stato e quelli internazionali; tutto ciò forma la legalità.

Il fine della legalità è la convivenza civile, perché solo così si possono raggiungere infiniti obiettivi: per esempio l’istruzione, la cultura, l’arte, le scienze e tutte le attività umane. 

Per quanto sopra esposto, da adolescente guardo la società ancora con tanti interrogativi; le mie prime relazioni sono avvenute con i familiari e in famiglia ho imparato le prime regole da osservare, ma il vero ingresso in società è avvenuto nella scuola. La scuola è molto più di studio, conoscenza, cultura e apprendimento, è anche un luogo in cui nascono e crescono affetti, sentimenti, prime amicizie; in più la scuola contribuisce alla formazione della nostra personalità.

La scuola è quindi una piccola società che ci prepara ad affrontare quella degli adulti.

A scuola ci sono tante regole da osservare: bisogna essere puntuali, ascoltare i professori, svolgere i compiti, rispettare i compagni e tutto il personale scolastico. Alle volte alcune proprio non le digeriamo e ci lamentiamo, ma cosa sarebbe la scuola senza regole? Sicuramente inizieremmo a non ascoltare e a non studiare, facendo ciò che ci pare; gli insegnanti e il personale scolastico non riuscirebbero a compiere il loro lavoro e di conseguenza non esisterebbe la scuola; senza regole nessun tipo di società e nessun obiettivo potrebbe realizzarsi. 

Le regole, a mio parere, non devono essere intese come dei noiosi obblighi che limitano la nostra libertà, ma come un’opportunità di vivere in ordine e armonia. La scuola, inoltre, è il luogo in cui s’impara la legalità; essa diventa una materia di studio come le altre, di solito vengono organizzate conferenze e manifestazioni a tale riguardo e recentemente ho avuto la grande fortuna di partecipare ad una lezione molto interessante su questo tema.

Concludendo posso affermare: “Legalità, menomale che ci sei!”. La legalità, infatti, è uno strumento indispensabile per garantire valori essenziali per l’uomo, per la sua sopravvivenza.

Osservare le leggi non è soltanto un dovere, ma un modo di amare gli altri e noi stessi.


Mariasole De Feudis 3^A I.C “Michelangelo” -Bari

Promo