Piano casa Puglia: la Corte Costituzionale boccia la legge regionale

Il Piano Casa della Puglia ha perso il carattere di straordinarietà a causa delle reiterate proroghe, mettendo a repentaglio l’interesse all’ordinato sviluppo edilizio, proprio della pianificazione urbanistica. Questa la ragione della sentenza pubblicata dalla Corte Costituzionale che, inoltre, annulla anche i permessi concessi nel 2022. Resta pendente il giudizio sulla norma Eco Casa, dell’agosto scorso, ma intanto nei Comuni bisognerà verificare caso per caso i permessi concessi secondo la norma 38/2021. Il consigliere regionale con delega all’Urbanistica, Stefano Lacatena: “Spetta a noi fornire alla Puglia uno strumento idoneo a dare stabilità ad imprese, cittadini ed enti locali”. Il consigliere regionale Fabiano Amati: “Necessario l’intervento del Governo nazionale, per dettare una disciplina nazionale univoca”.

La Corte Costituzionale, dunque, con sentenza pubblicata in data 10 febbraio 2023, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2 e 3 della legge regionale 30 novembre 2021, n. 38 “Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2009, n. 14 e alla legge regionale 15 novembre 2007, n. 33.” riguardante la proroga del cosiddetto Piano Casa a tutto il 2022 nonché la proroga dei termini previsti per il recupero volumetrico dei sottotetti.

Quanto alla parte relativa alla proroga delle misure straordinarie concesse dal Piano Casa, di cui agli articoli uno e due della legge regionale 38/2021, la Corte Costituzionale ha chiarito che le reiterate proroghe delle misure derogatorie hanno di fatto reso stabile una disciplina eccezionale e transitoria, favorendo la realizzabilità di interventi parcellizzati sul territorio e mettendo così a repentaglio l’interesse all’ordinato sviluppo edilizio, proprio della pianificazione urbanistica. 

La sentenza in esame non interviene sulla recente Legge Regionale 20/2022, meglio nota come Legge Eco Casa, anch’essa al vaglio della Suprema Corte; quindi, gli effetti della pronuncia della Corte Costituzionale riguardano esclusivamente il periodo di applicazione della proroga del vecchio Piano Casa.

Per il consigliere regionale Stefano Lacatena, che ha la delega all’urbanistica, è il momento per un’assunzione di responsabilità dell’assise regionale. “Finalmente la Corte Costituzionale ha fatto chiarezza sul Piano Casa – esordisce il consigliere -, dichiarando incostituzionale la proroga: adesso spetta a noi fornire alla Puglia uno strumento idoneo a dare stabilità ad imprese, cittadini ed enti locali, bocciando la proroga del Piano Casa. Altresì, la Corte ha sancito ciò che sostengo da tempo: ogni intervento non può bypassare i perimetri del Piano Paesaggistico. Il semaforo rosso della Consulta sollecita il legislatore regionale a garantire alla Puglia un provvedimento urbanistico strutturale, chiaro e a burocrazia semplificata. Abbiamo due obiettivi davanti da perseguire: il primo è rivedere la legge sull’Eco Casa, la n.20/22; il secondo è dotare la Puglia di una legge urbanistica sulla rigenerazione urbana a procedure semplificate. In entrambi i casi, da consigliere delegato al ramo, chiedo a tutti i colleghi di partecipare attivamente e garantisco la più ampia disponibilità a condividere proposte e idee per redigere i migliori testi di legge possibili: il Consiglio regionale deve essere protagonista di un processo di programmazione che guardi allo sviluppo moderno e sostenibile del territorio”. “Necessario l’intervento del Governo nazionale – conclude Amati -, per dettare una disciplina nazionale univoca sulla riqualificazione degli immobili esistenti, anche per incrociare le supreme necessità di efficientamento energetico degli immobili, così come ci sta per chiedere l’Europa”. 

Franco Marella

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