Stellato: il Terzo polo apre le porte ai moderati che non si ritrovano nella svolta a sinistra della nuova segretaria

«L’ esito delle primarie affida la guida del Partito democratico ad  Elly Schlein.

È innegabile che la chiara espressione di voto dei dem, sposti l’asse verso la sinistra radicale del partito»

Lo dichiara Massimiliano Stellato, consigliere regionale di Italia viva.

«Un partito che, solo qualche anno fa, nasceva da una fusione tra Ds e Margherita dove hanno trovato spazio politico tanti popolari, socialisti ed ex democristiani che avevano smarrito un contenitore capace di incarnare i loro valori identitari, decisamente non assimilabili al radicalismo di sinistra.

Come sarà possibile coniugare, ora, nello stesso partito queste anime moderate con una guida così sbilanciata? È l’interrogativo che, già da ieri, circola tra i tanti che hanno fatto del socialismo, del popolarismo e della cattolicesimo sociale e democratico le loro bandiere.

Un primo gesto dirompente arriva oggi con l’annuncio di Beppe Fioroni di abbandonare il PD, che pur aveva contribuito a fondare.

Non solo. Occorre, a mio avviso, soffermarsi sulle motivazioni che inducono milioni di italiani a disertare le urne, forse perchè orfani di un partito che li rappresenti, ed offrire loro la speranza che arrivi qualcosa che sia contemporaneamente innovativo e tradizionale, nuovo e antico, riformista ed attento alla conservazione dei valori. La costruzione del Terzo polo può rappresentare la risposta a queste attese e l’incontro di culture politiche che da tempo aspettano di ritrovarsi a confronto, magari nello stesso contenitore.

Rivolgo perciò un appello alle donne ed agli uomini del partito democratico, e non solo,  che considerano la nuova segretaria PD come una interlocutrice distante dai loro valori di appartenenza, ad incontrarci e  provare ad avviare insieme un percorso nuovo, una riflessione culturale.

Per questo, nelle prossime settimane, Italia Viva ed Azione organizzeranno occasioni di confronto aperto a riformisti, popolari, socialisti e cattolici impegnati che si richiamano, questi ultimi, alla visione europeista di donsturziana memoria. Occorre dare vita, presto, ad uno spazio di impegno culturale e ad una piattaforma programmatica, con l’obiettivo di individuare scelte e collaborazioni più ampie ed inclusive, sul piano politico».

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