Giornata nazionale della Cura: la cura gratuita dell’altro

Nei giorni scorsi, in occasione della Giornata della Cura, presso l’Istituto Margherita si sono svolti degli intensi incontri di riflessione per i ragazzi della scuola Media, per approfondire il vero significato della parola “cura” e del “prendersi cura”.

Il primo incontro è stato con il Centro interculturale “Abusuan” di Bari il cui fondatore, Koblan, ha spiegato agli studenti che l’intento primario che si prefigge di raggiungere è quello di interloquire con religioni e civiltà diverse per favorire l’integrazione sociale e culturale degli immigrati. Koblan ha detto che aiutare il prossimo ci aiuta ad aprire la mente.

Per meglio far comprendere le motivazioni che hanno spinto ad intraprendere questo cammino di cooperazione e sensibilizzazione, lo ha accompagnato un ospite, Fofanà Karamoco, un ragazzo di 18 anni proveniente dalla Costa D’Avorio.

Fofanà ha raccontato, con sguardo intenso e timido, che, prima di venire in Italia, conduceva una vita normale con sua madre, suo padre e sua sorella; purtroppo, però, il papà è venuto a mancare e quindi la mamma e la sorella si sono trasferite in un altro villaggio, mentre lui è rimasto in città, affidato a un cugino del padre. È cominciato, allora, un nuovo periodo della sua vita, privato dei suoi affetti più cari, nella convivenza dolorosa con chi, forse, non ha saputo amarlo come ogni ragazzino meriterebbe. E così, Fofanà ha deciso di racimolare ciò che serviva per scappare da quella sofferenza e provare ad essere libero, felice. È riuscito ad imbarcarsi, passando dall’Algeria e dalla Libia e dirigendosi poi verso l’Italia: la salvezza, il sogno di una nuova vita. La sua compagna di viaggio è stata la paura, ma il desiderio di scappare da quel mondo è stato più forte e così la provvidenza ha premiato la sua determinazione e il suo coraggio… In fondo è solo un ragazzino poco più grande di noi! E’ arrivato sulle coste dell’isola di Lampedusa; attualmente vive a Bari e viene supportato dal team di Abusuan nel suo percorso di integrazione culturale anche per mezzo dello studio della lingua italiana.

Il suo unico dispiacere oggi rimane quello di non vedere la sua famiglia da un anno e quattro mesi pur essendo in contatto telefonico con loro. Non appena avrà finito gli studi è sicuro di voler tornare nel suo Paese dai suoi affetti. Sogna di fare il meccanico perché questo mestiere in Costa d’Avorio significa fare un po’ di tutto: aggiustare macchine, elettrodomestici, strumenti elettronici, bici… Del suo paese gli manca principalmente il cibo (per esempio il piatto dell’ateka); le sue passioni sono: andare a correre e giocare a calcio, (tifa per il Chelsea e per il Bari).

Fofanà e Koblan ci salutano lasciandoci un meraviglioso messaggio di speranza nell’umanità e per l’umanità. 

Rimanendo sempre nel tema della Giornata, Il secondo incontro è avvenuto con Daniel, Luciana e Angelo. Angelo, di formazione scout, è il presidente della cooperativa “Semi di Vita”; Luciana è una “mamma di 24 figli”, tutti ragazzi e ragazze provenienti da situazioni familiari difficili a cui – accogliendoli nella sua famiglia attraverso l’affido – ha potuto dare amore, ed è tra i fondatori dell’associazione “Periplo”: due realtà che si occupano di reintegrare nella società giovani con diversi problemi, anche di natura giudiziaria. La cooperativa di agricoltura biologica “Semi di vita” gestisce, tra l’altro, terreni confiscati alla mafia e lavora anche all’interno dell’istituto penale per minorenni “N. Fornelli” di Bari. Attraverso l’agricoltura biologica e la riqualificazione delle terre confiscate, si pone l’obiettivo di coltivare la dignità delle persone, infatti la cooperativa si prende cura di ragazzi disabili, senza famiglia, a rischio. Un esempio è Daniel, ragazzo di circa 18 anni che ha trascorso tre anni nel carcere minorile e oggi collabora con Angelo che, abbattendo ogni forma di pregiudizio nei suoi confronti, ha deciso di prendersi cura di lui. Quando Daniel è uscito dal carcere, racconta di aver pianto nel sentire l’odore del mare, il profumo della libertà. La sua storia ci ha commossi. Oggi Daniel è una persona diversa, ogni mattina si reca al lavoro e afferma di essere contento della sua nuova vita; frequenta la scuola alberghiera e vuole diventare un cuoco. Ce la farà, grazie a persone speciali come Koblan, Angelo, Luciana e tanti altri che ogni giorno impiegano le loro migliori energie per prendersi cura delle persone e dell’ambiente in cui vivono.

Nella Giornata della Cura, queste testimonianze concrete fanno riflettere: chi ti cura, si fa carico dei tuoi problemi, divide con te le tue paure, ti accoglie, crede in te, si fida di te e ti dà una nuova opportunità di vita, ti offre il suo tempo e ti dona le sue conoscenze per renderti una persona diversa e migliore.

Che sia Giornata della Cura tutti i giorni!

D. De Carlo, A. Guaricci, N. Nitti, G. Pignataro, M.P. Rutigliano , 2^A sc. sec. I gr. Ist. Margherita, Bari

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