Scadenza convenzione Arpal per i formatori, De Leonardis: “Emiliano e Leo vogliono disoccupati con reddito di cittadinanza e non lavoratori”

«Bisogna al più presto evitare un’altra emorragia occupazionale e scongiurare quella che sarebbe a tutti gli effetti un’ingiustizia. Tra pochi giorni, infatti, più di cento formatori impegnati nei centri per l’impiego rischiano di trovarsi senza lavoro». Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, interviene sulla imminente scadenza della convenzione Arpal.

«A rischio, il prossimo 17 marzo, dipendenti di enti di formazione che hanno lavorato fino ad oggi nell’ambito di affidamenti in appalto. Si tratta di lavoratori con laurea o diploma – spiega De Leonardis – spesso prestati ai centri per l’impiego per la formazione professionale oppure per sbrigare pratiche e atti amministrativi. Ad alcuni di loro mancherebbero solo pochi anni o addirittura mesi alla pensione. Nel caso dovesse aprirsi una crisi occupazionale, sarebbero ben 114 i lavoratori che perderebbero il lavoro con pesanti ricadute sui redditi e sul sostegno economico alle proprie famiglie. A perdere il lavoro sarebbero tutti i formatori assunti dopo il 2021 il che significa, di fatto, penalizzare una platea specifica di lavoratori mentre invece è necessario salvaguardare tutti, senza distinzioni rispetto all’anno di assunzione. Il presidente Emiliano e l’assessore Leo si assumano la responsabilità di dare risposte a 114 formatori e alle loro famiglie e impediscano di gettare nello sconforto persone qualificate e che hanno profuso il massimo impegno con grande spirito di abnegazione nello svolgere il proprio lavoro. Diversamente sarebbe di tutta evidenza che il governo regionale di centrosinistra, dal quale ci si aspetterebbe risposte in materia di lavoro, andrebbe ad ingrossare la platea di potenziali percettori di reddito di cittadinanza. Evidentemente vi è una propensione a perseguire le politiche del M5S anziché praticare il concetto di tutela del lavoro, peraltro recentemente ribadito dal segretario del Pd, Schlein», conclude De Leonardis.

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