Ma che succede alle banche americane legate alle nuove tecnologie? Non erano loro le galline dalle uova d’oro del terzo millennio? Non è la tecnologia da loro finanziata ad essere il fondamento della futura economia? Non sono loro che sono i veri padroni del mondo? attuale e futuro?
Il panico finanziario nel terzo millennio si forma ed espande nell’economia virtuale a ritmi “aumentati”. Così la sfiducia che in altri tempi si sarebbe formata solo dopo settimane di insistenti, convergenti e crescenti notizie scoraggianti, si è formata in poche ore dando origine ad uno tsunami di vendite che nessuno può fermare. Ma le altre banche che hanno cospicue liquidità possono intervenire? Certo, tant’è che qualcuna sta pensando di comperarne pezzetti; ma tentennano, non vogliono rischiare di bruciarsi le dita; non solo: si devono garantire i soldi richiesti dai correntisti ma anche quelli necessari a fermare ed invertire l’andamento dei corsi azionari. Servono alcune centinaia di miliardi di dollari… non è poco! E così si è preferita la via del fallimento. Detto in poche parole l’asset SVB è adesso avvertito come tossico e quindi rischia di contagiare chi vi si avvicina. Cioè sembra essere venuta meno la “fiducia” nel sistema delle banche da quelle centrali in giù, nelle politiche economiche statali e aziendali e nell’andamento dell’economia reale; e questo calo di fiducia è avvenuto massicciamente e tutto assieme. La “fiducia” è l’inizio e la fine di ogni economia.
Inoltre in questo momento la furia antinflazionista delle banche centrali -realizzato con sistemi canonici ma inopportuni- ha iniettato nell’intera economia il virus della recessione che può palesarsi nel sistema bancario in qualunque momento; cioè gli operatori si chiedono: quanta porzione di crediti erogati oggi sono effettivamente credibili? Nessuno lo sa, ma tutti sanno che lo sono molto meno di due o tre anni fa. Quanto valgono realmente i titoli in possesso delle banche adesso che i corsi sono fortemente scesi negli ultimi anni? Nessuno lo sa precisamente. Si corre quindi il rischio che la riduzione dei corsi azionari nel comparto bancario e in molta new economy che sarebbe dovuto avvenire fin dall’inizio dell’aumento dei tassi, potrebbe accadere di un botto e sarà la fine della finanza e degli stati che questa controlla. Anche le turbolenze finanziare legate alle guerre in corso e a quelle probabili future non aiutano.
In sintesi, molti operatori cominciando da quelli qualificati temono che il fenomeno già sperimentato nella Grande Crisi che ha preso il nome da Lehman che fu originato dalla imprevista buccia di banana dei sub prime, si ripeta. Peraltro quella crisi è stata fronteggiata nell’unico modo immaginabile in quel momento di estremo panico e l’unico modo coerente con le competenze -molto modeste- dei finanzieri dell’epoca (peraltro ancora in auge adesso) e cioè creare liquidità…, per dirla in un modo colorito, cercare di spegnere il fuoco usando olio.
Il risultato prima o poi non poteva che essere questo. Nessuno lo diceva ma tutti lo sapevano.
La gente deve preoccuparsi? Certamente faranno di tutto per arginare il fenomeno di sfiducia che investe il sistema del credito cominciando da quello collegato alle tecnologie e alla loro effettiva capacità di produrre ricchezza; ma è possibile che non basterà, nel qual caso la sfiducia si allargherà alla finanza in maniera diretta se non tumultuosa e poi in breve tempo al resto dell’economia. Di tutto il mondo. La profonda incompetenza delle banche Centrali farà il resto. Arginare il fenomeno era una operazione che (si riteneva in passato) richiedeva nuova liquidità…operazione oggi impossibile, anzi ci si dovrà chiedere se continuare ad aumentare i tassi per fermare l’inflazione. Cosa che non potrà non accadere anche nel resto del pianeta.
Nessuno è in grado di pensare cose così complesse e la cosa migliore che riusciamo a immaginare è che le grandi famiglie della finanza si alleino per far proprie le perdite per fermare lo tsunami che potrebbe travolgere tutto.
Quindi ci attendono tempi incertissimi e forse durissimi per tutti noi. Auguriamoci che l’intera crisi venga diluita nel tempo e gestita con scaltrezza.
Oppure questo sarà la fine del mondialismo e della turbofinanza? Lo sapremo presto.
CANIO TRIONE