A Carbonara di Bari un Ipogeo del 1200 D.C. custodito e curato dall’associazione Aios

Carbonara di Bari è un quartiere adagiato e progressivamente integrato nel tessuto della Città di Bari . Carbonara di Bari e Ceglie del Campo furono soppressi con Regio Decreto nº 364 del 16 febbraio 1928, emanato da Re Vittorio Emanuele III su proposta del Capo del Governo Mussolini e per volontà dell’allora podestà di Bari Araldo di Crollalanza, ed aggregati al comune di Bari.  Carbonara ha portato con se molta storia e oggi vi vogliamo parlare di un Ipogeo scoperto sotto il luogo di culto – San Filippo Smaldone – gestito dalle suore Salesiane dei sacri Cuori.

Al civico 97 di via Strada della Vela insiste il complesso “Villa Damiani” e sotto il complesso, scavato nella roccia, è stato riportato ai nostri fasti un Ipogeo, probabilmente quale luogo di culto, risalente forse prima del 1200. A questo prezioso reperto fu dato il nome di “Massaria La Vela” per via di una leggenda secondo la quale molti secoli fa i suoi tunnel sotterranei conducevano al mare. Difatti c’è una parte del luogo inesplorato e forse è proprio di lì che si trovano quei cunicoli sotterranei che portano…chissà dove. Pellegrino , il presidente dell’AIOS, vuole coinvolgere il gruppo speleologico di Bari per effettuare delle verifiche e magari recuperare anche quella parte su cui per il momento aleggiano delle leggende.

Le suore salesiane, che sono presenti da tempo nel complesso, ne sono orgogliose perché rappresenta, il sito, una vera attrazione e dunque vedere per esempio le vocianti scolaresche curiose di vedere luoghi leggendari è gratificante.

L’Ipogeo è in parte scavato nella roccia, composto da piccole stanze ben arieggiate, da delle piscine per la raccolta delle acque e da più luoghi destinati alla molitura delle olive. Pensate che è ancora custodita una pressa per la produzione di olio che veniva usata nei secoli scorsi. Ci sono affreschi sbiaditi e tracce di vita vissuta: un camino, utensili per lavorare la terra, manufatti, bracieri … più in là troviamo dei fiscoli, i dischi in fibra che si usavano per separare l’olio dalla sansa e addossato alla parete delle grandi ruote da carrozze.

L’associazione AIOS che ha sede a Carbonara di Bari, rappresentata dal dinamico Giacomo Pellegrino, è custode attivo del sito nonché promotore di diverse iniziative culturali. Lo scopo è quello di rendere al quartiere e alla gente la storia millenaria di Carbonara e l’Ipogeo è un degno presente.

Pellegrino e i suoi volontari si prestano quali Cicerone e raccontano con enfasi della storia del sito-Ipogeo. «Le sue origini sono millenarie e hanno trovato riparo anche prelati di rango ma tuttavia il sito è stato abitato da comunità rurali,  per lavorare la terra, visto anche la presenza di una fonte di acqua costante .

L’opera di recupero posto in essere tra le Suore e l’AIOS si spera possa durare a lungo tempo e che il sito venga portato agli onori di una cronaca nazionale piuttosto che locale. Le tracce e chissà cos’altro possa essere scoperto nell’Ipogeo sono patrimonio della comunità pertanto devono essere un luogo di incontro e studio. L’amministrazione comunale e regionale devono dare il loro contributo acchè la storia della nostra comunità sia la storia dei nostri avi che si tramanda per generazioni.

Tra i presenti abbiamo avuto anche il piacere di incontrare una delegazione di Penelope Puglia – sezione di Bari – l’associazione che si occupa di assistere le famiglie delle persona scomparse.

Franco Marella

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