Mola di Bari: Sabato 1° aprile al Teatro van Westerhout “Sacre Passioni”, i tableaux vivants di Teatri 35 e Nuova Orchestra Scarlatti

Alla vigilia della Settimana Santa l’Agìmus di Mola di Bari presenta il progetto «Sacre Passioni» con un doppio appuntamento in programma sabato 1° aprile (ore 18 e ore 21) al Teatro van Westerhout. Con una serie di «tableaux vivants» viene proposta la magia di un’inedita azione-concerto in cui grandi capolavori pittorici vengono riscostruiti dal vivo con un flusso ininterrotto di brani vocali e strumentali interamente eseguiti in presa diretta. La formula, proposta negli scorsi anni con grande successo dalla Nuova Orchestra Scarlatti e dal gruppo partenopeo Teatri 35 con «Caravaggio e i Caravaggeschi», spettacolo presentato anche a Monaco di Baviera, Copenaghen e Stoccolma e in molte altre città, inclusa la stessa Mola di Bari, ritorna totalmente rinnovata nei contenuti.

In studiate sequenze di gesti di preparazione e fulminei «fermo immagine», vengono proposte opere intorno alla Passione, Morte e Resurrezione di Cristo, dalla «Crocifissione» del Masaccio a un frame cinematografico dal «Vangelo secondo San Matteo» di Pasolini, passando per la «Resurrezione» di Piero della Francesca, tanto Caravaggio e, ancora, opere di Battistello Caracciolo e Andrea Vaccaro, Velázquez e il «Noli me tangere» del russo Aleksandr Ivanov.

Come spiegano gli attori di Teatri 35, Francesco Ottavio De Santis, Antonella Parrella, Gaetano Coccia, «le tele, costruite sotto gli occhi degli spettatori, si immobilizzano completamente, restituendo l’emozione del dipinto, per poi smontarsi e ricomporsi nel quadro successivo». I gesti in scena prendono corpo all’interno di una trama musicale vocale e strumentale di continue e suggestive risonanze eseguita dal vivo dai Solisti della Nuova Orchestra Scarlatti: questa spazia dal cromatismo caravaggesco di Gesualdo da Venosa, del quale si ascolta un madrigale per archi del 1596 intitolato «Luci serene e chiare», a un’ipnotica melodia per voce e clarinetto, nuovissima e antica al tempo stesso (una pagina del 2008 del giovane e già acclamato compositore newyorkese Mohammed Fairouz) e accosta intensi squarci musicali di Pergolesi e Hindemith, Francesco Durante e Carl Maria von Weber, Shostakovich, Schubert e Mozart, fino al «Langsam-Schnell» dai «Cinque pezzi per orchestra d’archi op. 44» di Olivier Messiaen, che li compose nel 1927, e ad un’originale versione di una dolcissima «Ave Maria» di Rachmaninov del 1915.

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