Lo stato di salute del calcio femminile pugliese raccontato da due atlete della Molfetta Calcio Femminile campionesse di Puglia

Quale è lo stato di salute del calcio femminile pugliese? Un quesito importante che può servire a porre le basi per costruire un futuro sempre più prossimo che vedrà la Molfetta Calcio Femminile confrontarsi con compagini sempre più “attrezzate” al di fuori del contesto regionale. Una domanda che è stata posta a due neo campionesse di Puglia, Francesca Sforza e Flavia Petruzzella, rispettivamente portiere e attaccante della Molfetta Calcio Femminile. Le due atlete biancorosse, insieme a Martina Ladisa (difensore), Angela Di Grumo (difensore e capitano della squadra) e Aurora Pellegrini (centrocampista), hanno rappresentato la Puglia al Torneo delle Regioni disputato in Piemonte e conclusosi la scorsa settimana. La Rappresentativa Pugliese allenata da Angelica Ivone ha ottenuto una sconfitta contro la Lombardia e una vittoria contro il Lazio. Si tratta di un’esperienza importante per la crescita e la formazione delle atlete pugliesi, costrette a confrontarsi con compagini ridotte. Le due atlete biancorosse Sforza e Petruzzella si sono guadagnate gli apprezzamenti della stampa locale e nazionale : la prima per essere stata decisiva ai fini del risultato per molti interventi compiuti, la seconda per aver confezionato gli assist vincenti per le reti che hanno sancito la vittoria contro il Lazio.

Tra l’esperienza in Rappresentativa e la splendida stagione disputata sinora con la Molfetta Calcio Femminile (che al momento ha portato alla vittoria della Coppa Italia Regionale e a quella del Campionato di Eccellenza) importanti sono le dichiarazioni fornite dalle due atlete biancorosse.

«Avevo già preso parte alle competizioni di una Rappresentativa – ha esordito Francesca  Sforza – come under 15, ma la recente esperienza è stata totalmente diversa in termini di crescita. E’ stata sicuramente un’opportunità per farsi notare e magari per far notare il calcio pugliese. Ho apprezzato moltissimo l’ambiente, organizzato a livello dirigenziale. Allo stesso tempo ho trovato un gruppo di ragazze molto unito nonostante le società diverse e nonostante la presenza di alcune atlete del Fasano con cui qualche giorno prima ci eravamo giocate lo spareggio promozione. Rispetto alle altre regioni il calcio pugliese purtroppo è molto indietro, soprattutto a livello di preparazione fisica. Al nord non c’è distinzione tra maschile e femminile tanto che le calciatrici vengono allenate come il settore maschile. Apprezzo sicuramente i complimenti ricevuti, ma dal mio punto di vista avrei potuto fare ancora di più. Spero che questa esperienza possa rappresentare un’ulteriore rampa di lancio nonostante la mia non più giovanissima età. In questi giorni ho capito che il calcio non ha età e la vita ti riserva qualcosa, anche con un po’ di ritardo. Questa stagione ? Non è ancora conclusa – ha precisato a fine intervista il portiere della Molfetta Calcio Femminile – e spero che continui a regalarci ulteriori emozioni». Capocannoniere della Molfetta Calcio sia in Coppa che in Campionato, ha lasciato il segno anche in Piemonte con buone prestazioni. Flavia Petruzzella non soltanto si è dovuta confrontare con altre compagne di reparto, ma si è dovuta adattare ad un diverso modulo di gioco. «Essere l’attaccante titolare della rappresentativa pugliese – ha esordito il bomber biancorosso – oltre ad essere stata una bellissima esperienza, mi ha permesso di crescere e migliorare molto, capendo anche cosa significa giocare a livelli più alti. Sicuramente aver avuto l’opportunità di confrontarmi con ragazze aventi maggiore esperienza, mi ha dato modo di osservare e capire come e cosa poter migliorare. 

Ho imparato a gestire meglio l’ansia pre partita permettendomi di interpretare le partite in modo consapevole e maturo. L’opportunità avuta e l’aver affrontato compagini differenti – ha proseguito Petruzzella – comprendenti anche ragazze di categoria superiore, ha permesso a me stessa e sicuramente anche alle mie compagne di avere maggiore consapevolezza in noi e nelle nostre capacità. Una consapevolezza che sicuramente si rifletterà anche sul nostro ruolo all’interno della squadra. In rappresentativa ho avuto delle compagne di reparto differenti, con le quali sin dall’inizio mi sono travata abbastanza bene. Tra i pregi sicuramente c’è l’aver avuto l’opportunità di sperimentare un nuovo modulo, il 4-3-3, con il quale all’inizio avevo un po’ di difficoltà, non riuscendo ad esprimermi al meglio. Tuttavia, grazie anche alla perspicacia delle altre compagne e ai vari allenamenti, siamo riuscite a rendere il gioco molto più fluido». Petruzzella e Sforza, insieme a Pellegrini, Ladisa e Di Grumo si sono già nuovamente aggregate alle altre compagne della Molfetta Calcio per preparare al meglio l’esordio nelle fasi nazionali della Coppa Italia a partire dal prossimo 14 maggio. La settimana prossima il sorteggio che si terrà nella sede del Dipartimento Calcio Femminile di Roma stabilirà le squadre con cui si confronterà la Molfetta Calcio e il relativo calendario.

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