Divieto dell’Unione Europea per pesca a strascico, proteste nei porti pugliesi

Il lungo suono delle sirene all’unisono delle imbarcazioni, scattato alle 10 in punto.

E’ così che gli oltre 50 pescherecci a strascico della marineria di Gallipoli (Lecce) hanno aderito all’iniziativa riunita nell’hashtag ‘#Sos_Eu_Fishing’, in vista della giornata dell’Europa che si celebra il 9 maggio, indetta da Coldiretti Impresapesca in Italia.   Secondo le stime di Coldiretti sono quasi 500 i pescherecci pugliesi che saranno “affondati” dalle nuove linee europee che prevedono «la scomparsa della pesca a strascico, il settore più produttivo della marineria nazionale, con un impatto devastante sull’economia sull’occupazione e sui consumi».

 Proteste per le scelte del commissario Ue alla Pesca ed all’Ambiente, Virginijus Sinkevicius, le cui nuove linee di indirizzo ad integrazione della politica comune prevedono, riferiscono da Coldiretti, «provvedimenti choc per la Flotta Italia» come «il divieto del sistema di pesca a strascico».

    Una tecnica che rappresenta, secondo le analisi di Coldiretti Impresapesca, in termini di produzione ben il 65% del pescato nazionale, operando di media non più di 130 giorni all’anno.

    «L’eliminazione della pesca a strascico senza che siano state peraltro previste risorse adeguate per la riconversione significa per l’Italia – viene evidenziato – la rinuncia ai 2/3 del pescato nazionale, aggravando ulteriormente una situazione che nel 2022 ha visto arrivare in supermercati e ristoranti del nostro Paese oltre 1 miliardo di chili di prodotto straniero».

    A Gallipoli il divieto potrebbero portare alla scomparsa nei mercati e sulle tavole di uno dei prodotti più identitari dell’economia locale e apprezzato in ovunque in Italia: il ‘gambero rosso gallipolino’ per la cui pesca viene utilizzata questa tecnica.

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