Martedì 9 maggio, a Ruvo di Puglia, un incontro per approfondire la figura di Giuseppe Di Vagno

Sarà una conversazione che tratterà la figura di Giuseppe Di Vagno sotto diversi aspetti, quella che si terrà a Ruvo di Puglia, martedì 9 maggio alle 18.00 nel “Museo del Libro – Casa della Cultura” all’interno di Palazzo Caputi in via Alcide de Gasperi 26.

Un appuntamento che rientra nel calendario degli eventi del Maggio dei Libri del Comune di Ruvo, programmato nell’ambito del Centenario della morte di Giuseppe Di Vagno, organizzato dal Comune di Ruvo di Puglia e dalla Fondazione di Vagno, in una delle città che più ha sostenuto Giuseppe Di Vagno nell’anno in cui diventò parlamentare, una città a vocazione agricola, punto di riferimento delle lotte bracciantili soprattutto negli anni in cui ha operato il primo martire socialista.

L’incontro pubblico, che prende il titolo dal libro edito da Rubbettino intitolato “L’omicidio politico di un socialista Giuseppe Di Vagno” e scritto dall’avvocato Gianvito Mastroleo presidente onorario della Fondazione Di Vagno, sarà una “lezione di storia” alla quale parteciperanno studenti e docenti dei licei e degli istituti superiori di Ruvo di Puglia.

Dopo l’introduzione dell’assessora alle Politiche di Comunità del Comune di Ruvo di Puglia Monica Filograno e di Teresa De Francesco direttrice del Sistema Museale, interverranno il sindaco di Ruvo di Puglia Pasquale Chieco, Gianvito Mastroleo e il giornalista Fulvio Colucci

«Quella di Giuseppe Di Vagno – ha detto il sindaco di Ruvo di Puglia, Pasquale Chieco – è una vicenda umana, storica e politica che merita di essere conosciuta e divulgata.

Un uomo del Sud, profondamente socialista, uomo di legge e per questo nemico giurato del fascismo, Di Vagno capì subito qual era la parte giusta e la scelse senza incertezze: fu accanto ai braccianti sfruttati, ai poveri e ai diseredati, dedicò la sua breve vita a battaglie per la giustizia sociale. Morì assassinato a Mola in un vile agguato, colpito alle spalle da una squadraccia fascista. Questo libro, importante, ha il merito di raccontare in modo serio e documentato la sua figura così attuale, il suo sacrificio così doloroso e il suo esempio così chiaro».

«Con l’iniziativa promossa dal Comune di Ruvo di Puglia, socio della Fondazione Di Vagno – ha dichiarato Gianvito Mastroleo, presidente onorario della Fondazione – prosegue il “pellegrinaggio nella memoria” intrapreso in occasione del Centenario dell’assassinio di Giuseppe Di Vagno, del quale questa è una tappa speciale e suggestiva. Un viaggio attraverso Comuni, molti Istituti scolastici con alunni e docenti e numerosi cittadini, particolarmente interessati a conoscere una storia tutta e solo politica, purtroppo, per troppo tempo trascurata nelle cause all’origine di quel gesto dissennato. Ma soprattutto per far emergere il messaggio che ci viene consegnato per l’oggi: che è il senso del “dovere” che spinse Giuseppe Di Vagno a recarsi a Mola, benché avvertito dell’agguato, e che vale in particolare oggi quando si antepongono solo diritti, pur legittimi, dimenticando l’adempimento dei doveri che rappresentano il vero costo della Democrazia, perché nascono dalla stessa cittadinanza, ne costituiscono l’essenza e al quale nessuno di noi potrebbe o dovrebbe sottrarsi».

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