Il decreto lavoro del governo Meloni non convince…ad affermarlo è la Caritas Italiana

Si infiamma in questi giorni il dibattito politico sul nuovo Decreto Lavoro varato dal Governo Meloni.

Sulla questione interviene la Presidenza della Caritas Italiana che, per certi versi, critica le modalità di sostituzione del Reddito di Cittadinanza proposte in questo provvedimento, perché di fatto non contrastano la povertà e non assicurano il diritto a una vita dignitosa in caso di persistenza della condizione di bisogno.

Le due misure messe in campo dal governo non convincono: «l’assegno per l’inclusione copre solo alcune categorie di persone in povertà, mentre lo strumento di attivazione è legato al requisito anagrafico che non sempre rappresenta un criterio di maggiore probabilità di trovare un lavoro – sottolinea la Presidenza della Caritas Italiana».

Bisognerebbe invece garantire l’inclusione delle persone nei territori locali per dare risposte efficaci.

Le strategie di detassazione, comunque apprezzabili, non aiutano a contrastare la povertà. Per non parlare poi dell’aumento della tempistica, dei contratti a tempo determinato e dell’ampliamento dell’utilizzo dei voucher.

Pertanto la Caritas Italiana auspica una revisione del Decreto Lavoro, invitando il Governo a creare un tavolo di concertazione con le parti più rappresentative delle realtà che da anni operano sul territorio, per contrastare la povertà, fornendo aiuti concreti alle persone bisognose.

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