Niente Cavalieri al Corteo di S. Nicola a Bari. Ora appuntamento a Venezia il 20 maggio

“Bari ai baresi” o a chi vi era dentro le mura. Questo il ritratto di ieri della Città, letteralmente divisa a metà per il corteo storico di S. Nicola che ha blindato tutto il centro, dal Castello Svevo a Piazza Garibaldi e fino all’inizio del lungomare a oriente. Traffico chiuso, parcheggi introvabili e persino impedito il passaggio dei pedoni che malauguratamente si trovavano tra centro murattiano e storico, divisi tra loro da un “muro di Berlino” fatto di transenne rigorosamente presidiate dalle forze dell’ordine. Neppure l’ombra di treni speciali o altri mezzi per permettere all’hinterland e alla “provincia” di poter partecipare fino in fondo a quello che è e rimane, anche per i valori universali di cui è Egli stesso portatore il Santo cui è dedicato, il forse più importante corteo storico  dell’Italia; anzi  addirittura, per il momento drammatico che l’Umanità sta vivendo, probabilmente il corteo storico più opportuno e importante del nostro continente se non del Mondo, perché dedicato al Vescovo di Myra, ossia oggi l’unico ambasciatore di Pace credibile su cui Papa Francesco può contare nei suoi poco ascoltati sforzi (ai quali fa anche eco il recente appello da Bari di padre Giovanni Distante) quale anello di congiunzione tra  l’Occidente cristiano e cattolico e l’Oriente cristiano e ortodosso. Per capirci quel S. Nicola già “usato” da Andreotti e Wojtyla, nel 1990, per invocare la Pace nel Mondo, quando quest’ultimo e ora Santo, poteva a giusta ragione parlare di un’«Europa che respira a due polmoni uno a Ovest e uno a Est», Cioè quell’Europa che culturalmente e storicamente esiste di fatto, ma sta inesorabilmente finendo con un “Eurasia” sempre meno “EU” e sempre più “ASIA”.   grazie al regalo che il nuovo ordine mondiale in nuce, «complici i subalterni e dichiarati filoatlantisti senza se e senza ma» sta facendo alla Cina. Né un regalo solo al “Dragone alla conquista della Terra” ma, ove non bastasse, pure al mondo islamico che, con altre armi, è già da tempo in piena conquista del Vecchio Continente senza ancora soluzioni all’orizzonte ad un problema già annunciato e denunciato da Oriana Fallaci.   Geopolitica a parte, e tornando all’evento di ieri, praticamente nessuna possibilità per chi non fosse di Bari o non vi avesse alloggio di poter assistere fino alla fine dell’evento storico. Né men che meno all’evento nell’evento: cioè, per quel «Insieme rievocazione e spettacolo», la danza aerea che a fine sfilata per le strade, il direttore artistico Nicola Valenzano ha affidato alla genialità coreografica di Elisa Barucchieri la quale, nella circostanza e per inciso, ha pure potuto contare sul valore aggiunto della presenza straordinaria di sua sorella Elena Sofia Ricci. Tornando al corteo, sufficienza piena per costume e casting e tanto di “Caravella” trascinata dai baresi che simulavano evidentemente di tirarla a secco… ma non solo: tamburi, vessilli, figuranti persino in armi e danzatrici e mangiatori di fuoco è stata una rievocazione itinerante, quella andata in scena per il tanto pubblico presente, che intendeva porgere un’immagine della “terra di Bari”, ma anche un po’ del resto di quella Puglia “ombelico del mondo nel Medioevo”, al tempo dell’arrivo delle reliquie trafugate, nel 1087. Rigore storico come linea guida, dunque nessuna deroga per altre presenze, nemmeno per i “Cavalieri di S. Nicola e dell’Ordine della Nave” (la Caravella) poiché in effetti istituito solo nel 1381 come un corpo scelto di Cavalieri della Fede che solcassero il mare in soccorso della Cristianità e per favorire il dialogo ecumenico tra religione cattolica e ortodossa. Non fosse altro che per quest’ultima ragione, comunque, un’eccezione che forse valeva prendere in considerazione, anche in virtù che con i loro mantelli crociati, il 20 p.v., faranno bella mostra di sé come parte integrante e rappresentativa, in nome di S. Nicola e della Città che ne è Patria, del primo corteo storico rievocativo di una “tranlatio Sancti Nicolai” in barca e nella Laguna – e praticamente in contemporanea con la Biennale di Venezia – cui parteciperanno il Patriarca della Città di S. Marco, la locale delegazione dei Templari, Sindaco e rappresentanti delle Autorità locali e delle Istituzioni.     Inutili nostalghie a parte sul fatto e non fatto, ma solo per completezza di informazione,  essendo poco conosciuti in realtà, giusto spiegare in conclusione cos’è questo “Ordine dei Cavalieri di S, Nicola e della Nave”: un’Associazione che è regolarmente riconosciuta sia dall’UNIMRI (Unione Nazionale Insigniti Ordine al Merito della Repubblica Italiana) che dalle Chiese Cattolica e Ortodossa, in perfetta simbiosi di intenti col Santo universale di cui portano il nome e quali paladini della Cristianità e della Pace nel Mondo. Senza contare che con solenne cerimonia nell’antico castello baronale di Minturno, il 29 aprile scorso, è stato pure suggellato un patto di fratellanza con l’Associazione Templari Cattolici d’Italia nelle sue più importanti declinazioni e sedi sparse in tutt’Italia. Accordo per cui la straordinaria e antica Chiesa di S. Nicola Crisostomo in Bari, già presidio operativo della fede cristiana e importante centro di riferimento storico culturale, diventa a tutti gli effetti anche sede per la Puglia dell’Ordine dei Templari grazie alla Nomina del dr. Giuseppe Massimo Goffredo, già gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri di S. Nicola e della Nave, quale responsabile e referente pugliese dei templari italiani.   Enrico Tedeschi (con la collaborazione di Giorgia Lecce Coccia)

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