100 anni della legge di contabilità generale dello Stato, evento a Bari

Correva l’anno 1923 quando, con il Regio Decreto n. 2440 del 18 novembre, si approvava la legge di contabilità generale dello Stato, passata alla storia come una delle leggi fondamentali del nostro Paese. Tenere i conti in regola è oggi l’assillo principale dei governi ma il bilancio dello Stato, la Ragioneria Generale dello Stato e tanti altri aspetti della Pubblica Amministrazione italiana, per come modernamente li conosciamo, furono pensati per la prima volta con quella legge di cento anni fa.

Il Mef – Ragioneria Generale dello Stato, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia, il Consiglio Regionale della Puglia, l’Università del Salento e l’Ausonia Institute, celebrano il Centenario della legge di contabilità generale dello Stato con una serie di iniziative in programma il 15 maggio ore 10.00 al liceo scientifico “Enrico Fermi” di Bari, nelle quali la Pubblica Amministrazione incontrerà il mondo della Scuola e dei giovani in generale.

Dopo i saluti di Giovanna Griseta, dirigente del liceo scientifico “E. Fermi di Bari”, di Loredana Capone, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia, di Giuseppe Silipo, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico per la Puglia, di Nicola Grasso, professore associato di diritto costituzionale presso l’Università del Salento, e di Leonardo D’Elia, Presidente dell’Ausonia Institute, si svolgeranno i seguenti eventi:

1)        “Incontro sull’Educazione Finanziaria”. Si discuterà di legalità, di gestione dei fondi pubblici e della tutela delle risorse pubbliche destinate alla collettività. Interventi di Domenica Gattulli, Segretario Generale del Consiglio Regionale della Puglia, Mario Trifiletti, Dirigente Ufficio USR Puglia, Giuseppina Lotito, Dirigente Ufficio III USR Puglia, Giuseppe Mongelli, Direttore Generale Ragioneria Territoriale dello Stato Bari/BAT.

2)        “L’educazione finanziaria in pillole”. Conversazione con le studentesse e gli studenti delle scuole, condotta da Luigi Iacobellis, Funzionario esperto, e Carmen Papalino, Funzionario.

3)        “Premio Vitantonio De Bellis- PensiAmo la scuola per l’economia futura”, concorso rivolto alle studentesse e agli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado statali e paritarie del territorio della Regione Puglia, che in forma individuale o in gruppo, con la collaborazione dei docenti, potranno scegliere di illustrare la propria riflessione realizzando un video/video clip, un racconto fotografico, un testo teatrale, una canzone, un progetto di block chain.

Gli eventi saranno moderati dall’avvocato Enzo Varricchio, scrittore e giornalista.

LA LEGGE DI CONTABILITA’ GENERALE DELLO STATO DEL 1923

Cento anni fa veniva approvato il Regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, avente forza di legge, contenente le disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilita’ generale dello Stato, a cui farà seguito, l’anno successivo, un regolamento di attuazione con il R.D. 23 maggio 1924, n. 827. Insieme, le disposizioni di legge compongono l’importante riforma della Pubblica amministrazione intervenuta nel 1923 e passata alla storia con il nome del ministro delle finanze Alberto De’Stefani, un giovane professore veneto educato alla scuola liberista di Ca’ Foscari, nel primo governo di Benito Mussolini. Con il ministro De’Stefani abbiamo anche Vitantonio De Bellis, il Ragioniere generale dello Stato, già in carica dal 1919, protagonista e artefice schivo della riforma insieme ai vertici dell’Amministrazione finanziaria dell’epoca. De Bellis, un Ragioniere generale dello Stato, di straordinaria caratura morale e integerrimo difensore dell’erario, sarà nel 2011, in occasione delle celebrazioni dei 150 dell’unità d’Italia, annoverato tra i migliori 150 servitori dello Stato dal 1861. La riforma mira all’ammodernamento delle procedure di spesa e a disciplinare gli aspetti più rilevanti riguardanti la gestione delle risorse finanziarie pubbliche e la tutela dell’erario. In particolare, viene disciplinata l’attività contrattuale con cui si individuano i prestatori di lavori, servizi e forniture per conto delle pubbliche amministrazioni. All’asta pubblica si affianca la licitazione privata, l’appalto– concorso e in via eccezionale la trattativa privata. Viene disciplinata la materia del bilancio integrando lo Statuto Albertino, rimanendo normativa di riferimento sino alle nuove disposizioni varate nell’epoca repubblicana. Un aspetto rilevante della riforma riguarda i controlli, che ricevono una rivisitazione in ottica di sistema attraverso il rafforzamento dei controlli interni svolti dagli uffici di ragioneria, con il passaggio delle ragionerie centrali presso i ministeri alle dirette dipendenze della Ragioneria generale dello Stato, a livello centrale; e più tardi anche delle ragionerie periferiche presso le intendenze di finanza , con la previsione di integrazione con il controllo esterno della Corte dei conti attraverso l’istituto dell’ordine scritto. E’ormai un dato acclarato che la riforma De’Stefani del1923 costituisce anche il momento fondativo della moderna Ragioneria Generale dello Stato in quanto reca l’impostazione organizzativa e funzionale di sistema, secondo una visione olistica dell’Istituto, che rimedia a una serie di disfunzioni che hanno accompagnato per oltre mezzo secolo la storia e le vicissitudini della Ragioneria dal 1869, anno della sua istituzione. Altro momento qualificante, in materia di controlli, è il superamento dei controlli formali e la previsione dei controlli di proficuità che, in modo antesignano, anticipano le norme che introdurranno i principi dell’economicità e dell’efficienza nella PA nel nostro ordinamento solo verso gli anni Novanta. La riforma del 1923 viene a delineare, con maggiore precisione, le disposizioni riguardanti l’accertamento delle responsabilità dei pubblici funzionari con la previsione di speciali sanzioni per i funzionari addetti agli impegni e ai pagamenti. All’indomani dell’attuazione della riforma De Stefani, il dato complessivo più significativo è stato il contrasto al fenomeno delle eccedenze degli impegni che determinavano debiti fuori bilancio e sistematici disavanzi finanziari, che avevano caratterizzato tutta l’epoca monarchico-liberale, se si esclude l’azione di risanamento finanziario della Destra storica e in particolare del ministro delle finanze Quintino Sella. Infatti, De’Stefani e De Bellis conseguiranno per sei esercizi finanziari continuativi, dal 1924 in poi, il pareggio di bilancio, obiettivo politico fondamentale dei governi coincidenti con la visione prevalente della finanza neutrale dell’epoca storica. La riforma del 1923 ha alimentato un nutrito dibattito con diverse chiavi di lettura, tuttavia rimane imprescindibile la valutazione che si è trattato di un buon complesso normativo, espresso in un testo organico e razionale molto ben fatto, che, oltre a dare una risposta alle criticità del funzionamento della PA dell’epoca, ha dimostrato, attraverso uno sforzo di straordinaria lungimiranza dei protagonisti della riforma, di possedere la validità sostanziale come normativa di riferimento basilare per l’apparato pubblico che le ha permesso la longevità secolare che oggi onoriamo.

VITANTONIO DE BELLIS

Vitantonio De Bellis è stato un Ragioniere generale dello Stato, nato a Polignano a Mare il 9 maggio del 1874, un pugliese, che ha avuto la responsabilità di vertice della Ragioneria Generale dello Stato dal 1919 al 1932. E’ deceduto in attività di servizio il 7 luglio 1932. De Bellis, nella sua qualità di Ragioniere generale dello Stato, è stato il fautore, ancora meglio il “regista discreto ma efficace” (G. Melis), della grande riforma del 1923 che ha determinato la moderna Ragioneria Generale dello Stato, quella che conosciamo oggi. La legge di contabilità generale dello Stato del 1923 ha rappresentato l’ordinamento fondamentale e il riferimento per il funzionamento di tutta la PA italiana. A distanza di un secolo è ancora vigente per molte sue parti e continua ad essere un riferimento generale per molte questioni che attengono alle procedure di spesa e di entrata dello Stato. Inoltre, De Bellis è stato un innovatore e precursore in materia di controllo perché nel 1923 ha istituito una forma di controllo innovativa e moderna per l’epoca, che superava i limiti del controllo formale di legalità all’epoca imperante: il c.d. controllo di proficuità, che altro non è che il moderno controllo di economicità e di efficienza. De Bellis è pertanto centrale per la storia della Ragioneria generale dello Stato e si è distinto per la sua caratura di integerrimo e inflessibile difensore dell’erario. A tal proposito emblematiche sono le testimonianze lasciate su di lui dal ministro delle finanze dell’epoca, Alberto De’Stefani, che senza infingimenti lo decanta come un grande servitore dello Stato e lo difende dall’antipatia viscerale di Mussolini che lo vede, almeno nei primi anni del suo primo incarico governativo, come un ostacolo alla sua azione politica. Dopo si accorge, invece, che De Bellis è un competente e affidabile tecnico a cui riconoscere fiducia per la responsabilità dei conti pubblici e della finanza pubblica. De Bellis ha svolto una titanica attività nel definire i c.d. danni di guerra (quelli causati dalla 1^ Grande Guerra 1915-1918) e anche in questo caso si distinse per la difesa dell’erario dai numerosi creditori che vantavano, sovente, crediti non regolari se non addirittura illeciti. Nello svolgimento della sua attività istituzionale ebbe molti nemici e fu molto osteggiato come riferisce il suo ministro nelle sue memorie. Ha lasciato scritto De’Stefani che “il lavoro e la tristezza dell’ingratitudine lo consumarono”. Morì improvvisamente in carica il 1932. Nessuno più si è ricordato di lui. Nel 2011, in occasione della celebrazione del 150 anniversario dello stato unitario, a seguito dell’iniziativa del ministro pro tempore della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sono stati incaricati dell’elaborazione di 150 biografie dei migliori servitori dello Stato italiano dal 1861 al 2011 alcuni studiosi e storici delle istituzioni, tra cui come responsabile il prof. Guido Melis, uno tra i più autorevoli studiosi della materia. Ebbene tra questi 150 ammirevoli servitori dello Stato (insieme a Falcone e Borsellino per citare i più famosi tra i contemporanei) troviamo anche Vitantonio De Bellis.

Tuttavia, nonostante questa situazione iniziativa avesse nuovamente avvicinato alla Memoria collettiva il nostro personaggio, De Bellis ha continuato a rimanere uno sconosciuto, in particolare, nelle sue comunità di origine (Castellana grotte, Rutigliano, Polignano a Mare (città che ha dato i natali) e la stessa Bari). La città di Bari ha onorato la memoria di De Bellis nel 1967 intitolando una via cittadina. Solo nel 2017, il 31 gennaio 2017, il Comune di Polignano a Mare ha intitolato a De Bellis una via della città. La città di Rutigliano, la comunità di origine della famiglia, ha intitolato una via cittadina a De Bellis con una solenne cerimonia avvenuta il 5 novembre 2018. La città di Castellana Grotte ha intitolato una via cittadina a De Bellis con una solenne cerimonia avvenuta il 24 settembre 2021, alla presenza del Ragioniere Generale dello Stato in carica, dott. Biagio Mazzotta. DE BELLIS VITANTONIO (1874-1932) RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO (1919-1932) Sulla figura di Vitantonio De Bellis sono state effettuate le seguenti specifiche pubblicazioni oltre ad essere citato dai più importanti storici e studiosi delle Istituzioni pubbliche e della P.A italiana (G. Melis, S. Cassese, R. Faucci)

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