Scadenza convenzione Arpal per i formatori, il consigliere De Leonardis: “Non esistono lavoratori di serie A e di serie B”

«Non contento di aver permesso un’autentica emorragia occupazionale, Emiliano raddoppia non curandosi della sorte di oltre 100 formatori che, da due mesi, non possono nemmeno usufruire di ammortizzatori sociali dopo aver perso il lavoro». Lo ha affermato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giannicola De Leonardis, intervenuto questa mattina nel corso delle audizioni, svoltesi in sesta Commissione regionale,  riguardanti la scadenza della convenzione Arpal.

«Si tratta di personale qualificato che, per anni, nell’ambito di affidamenti in appalto, ha lavorato nei centri per l’impiego svolgendo con abnegazione anche compiti diversi rispetto a quelli che erano originariamente chiamati a svolgere e il tutto per far funzionare al meglio quegli uffici. Professionalità che, ad esempio, potrebbero essere impiegate nella gestione degli sportelli dei centri per l’impiego come quelli di alcuni centri della provincia di Foggia in cui, nelle scorse ore, si sono verificati trasferimenti di dipendenti con il conseguente svuotamento di uffici che adesso esistono solo sulla carta. Eppure la Regione Puglia – evidenzia De Leonardis – si è distinta per essere la regina delle stabilizzazioni in questi anni. Basti pensare al caso di Sanitaservice, dove il personale proveniente da associazioni di volontariato è stato stabilizzato. O quello più recente relativo ad Arif, dove è in essere una procedura concorsuale che permette a chi ha già lavorato per quella agenzia, attraverso contratti di somministrazione, di non svolgere la preselezione e di poter contare sul riconoscimento di punteggi per i lavori svolti negli anni. Emiliano, sicuramente più interessato alla governance di Arpal come strumento funzionale al mantenimento della gestione del potere, utile a distribuire incarichi a personale politico non eletto nelle varie tornate elettorali, si assuma le proprie responsabilità e trovi immediatamente una soluzione per questa nutrita platea di lavoratori. Non può esserci discriminazione né è tollerabile che ci siano professionalità di serie a e altre di serie b», conclude De Leonardis.

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