Ambiente e sicurezza energetica. Pagliaro: ”incontro proficuo con il ministro Pichetto Fratin sulla salvaguardia del nostro mare”

Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani

«Un colloquio a trecentosessanta gradi sulle problematiche ambientali che interessano il Salento e la Puglia, quello che ho avuto a Roma con il ministro dell’Ambiente, della Tutela del territorio e del mare e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

Abbiamo affrontato in particolare il tema degli impianti eolici in mare, focalizzando l’attenzione sulla mega centrale che rischia di essere installata a pochi chilometri dalla costa, nelle acque a sud di Otranto tra Porto Badisco, Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase e Leuca. Abbiamo spiegato le ragioni del nostro no, non preconcetto ma motivato dalla necessità di preservare uno dei tratti più belli della costa salentina, luogo incantevole visitato e amato dai turisti di tutto il mondo. Abbiamo ribadito la necessità di individuare e delimitare le aree di particolare pregio da interdire alle centrali eoliche in mare, utilizzando lo strumento del Piano nazionale di gestione dello spazio marittimo. La Regione Puglia ha già deliberato il proprio contributo, in cui ha indicato le zone portuali industriali come idonee agli impianti eolici offshore. Il ministro ha confermato che questa è la via da seguire per contemperare le esigenze di produzione di energia da fonti rinnovabili con la tutela del paesaggio sancita anche dalla Costituzione, e che si sta procedendo a raccogliere le indicazioni di tutte le Regioni per poter finalmente completare il Piano da inviare a Bruxelles.

Altro argomento al centro del nostro colloquio, la legge regionale sul fermo pesca dei ricci di mare per tre anni, di cui sono stato primo firmatario e che è entrata in vigore il 5 maggio scorso. Ho chiesto al ministro Pichetto Fratin se ritenga utile emanare un decreto nazionale per allargare il divieto a tutti i mari d’Italia, al fine di salvare i ricci di mare che sono ormai in via di estinzione. Ipotesi purtroppo concreta, che rappresenterebbe un danno non solo per la gastronomia che vede i ricci come vera prelibatezza, ma soprattutto per l’ecosistema marino: il riccio di mare è alla base delle catene alimentari della fauna ittica, è erbivoro e dunque controlla gli equilibri delle alghe e ripulisce i fondali rocciosi. La scomparsa dei ricci di mare può comportare la riduzione dei pesci che se ne nutrono e compromettere l’intero equilibrio dell’ecosistema marino.

Il ministro si è mostrato molto attento e disponibile a prendere in considerazione le mie proposte su temi che mi stanno particolarmente a cuore e da cui dipende il futuro del nostro mare, per la cui salvaguardia è necessario mettere in campo ogni sforzo utile per evitare danni irreparabili».

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