UN DIBATTITO ATTUALE: IL CONFLITTO TRA ISRAELE E PALESTINA TRA PASSATO E PRESENTE

Perché nelle ultime settimane si sente parlare nei telegiornali solo ed esclusivamente del conflitto arabo-israeliano? Dal 7 ottobre siamo spettatori dello scontro scaturito dall’attacco di Hamas, organizzazione paramilitare palestinese islamista, che con attacchi missilistici ha indebolito i confini di Gaza, mirando al controllo del sud di Israele. Solo questa fase iniziale ha portato a 1400 morti, fra israeliani e non, e più di 3000 feriti.

Il 13 novembre, presso il Liceo Classico “Flacco” di Bari, il prof. Federico Imperato, ricercatore di Storia delle relazioni internazionali, ha tentato di offrire delle risposte agli studenti, restituendo in due ore di lectio un quadro d’insieme per permettere alle nuove generazioni di comprendere le dinamiche sotto i nostri occhi. Per Imperato, ricostruire il processo che ha portato a tali massacri, individuando gli attori coinvolti dal secolo scorso e delineando il contesto internazionale, è operazione complicata per gli stessi storici. 

Prima di tutto, perchè il 7 ottobre? Gli storici ricordano il 7 ottobre 1973 per il conflitto dello Yom Kippur: Egitto e Siria attaccano Israele per la riconquista della penisola del Sinai e delle alture del Golan. Dura pochi giorni: Israele supera il Canale di Suez con gli aiuti americani, e il 22 ottobre le Nazioni Unite richiedono la cessazione degli attacchi.

Ma la storia travagliata della Palestina risale al VII secolo, quando il territorio è conquistato dagli arabi – che tuttora lo abitano. Da qui la diaspora degli ebrei, per secoli vittime di discriminazioni e costretti a distaccarsi dalle società circostanti; finché, alla fine del 1800, Theodor Herzl, fondatore del sionismo, promuove la necessità di individuare un territorio per gli ebrei e di tutelare la loro sicurezza.

Il 1948 vede il conflitto causato dalla divisione, attuata dall’Onu, del territorio originariamente palestinese per garantire uno Stato proprio di Israele. È in questa fase che sorge la “questione palestinese”: 700.000 palestinesi migrano in Giordania per le pressioni subite dallo Stato di Israele. 

Un secondo conflitto arabo-israeliano scoppia nel 1967: è la Guerra dei 6 giorni, al termine dei quali l’esercito israeliano annette il Sinai, la Cisgiordania e le alture del Golan. 

La questione palestinese diventa un affare politico; nascono movimenti politici palestinesi uniti dall’obiettivo di liberare la regione dalla potenza israeliana. Per raggiungere la pace, l’Onu chiede a Israele di ritirarsi dai territori occupati. Dopo l’intifada – “rivolta” in arabo – iniziata nel 1987, il 13 settembre 1993, alla Casa Bianca, si ratifica il frutto di intensi negoziati conclusi a Oslo il 20 agosto. Yasser Arafat firma i documenti a nome dell’Olp, insieme al ministro degli Esteri israeliano Shimon Peres, alla presenza del Primo ministro Yitzhak Rabin e del presidente americano Bill Clinton. Si apre, finalmente, la speranza che gli accordi portino alla formazione di uno Stato palestinese dopo cinque anni di limitata autonomia.

Invece oggi le posizioni appaiono quanto mai distanti. In Israele, al potere siedono forze che ostili agli accordi, tra cui il primo ministro Netanyahu. Le speranze ora si concentrano sulla volontà degli Usa di promuovere i rapporti relazioni diplomatici Israele-Arabia Saudita, il che potrebbe portare nuova vitalità agli accordi stipulati 30 anni fa.

L’incontro con Imperato ha permesso agli studenti di confrontarsi con la dura realtà che – è bene sottolinearlo – ci riguarda, tutti, benché a chilometri di distanza dall’Occidente. Paesi forse dimenticati dalle grandi potenze, che inseguono una pace mai attualizzata. 

Il nostro compito? Ascoltare, informarci, diffondere senza parteggiare, per la sola vera conquista: un mondo senza guerre.

Luciana Scatolino e Roberta Giannini – 5^D

Liceo Classico “Flacco” – Bari

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