“Colpo di scena” per il caso del gatto ad Alberobello: il legale della giovane parla di una ricostruzione differente

Il gatto spinto nella fontana non sarebbe morto secondo quanto dichiarato dal legale della giovane, finita nella gogna mediatica dopo la diffusione di un video cui fotogrammi sono stati poi rilanciati anche da molteplici giornali nazionali e da un approfondimento del noto programma Rai “La vita in diretta”.  Mentre gli animalisti sostengono la tesi della ricostruzione del gatto deceduto a seguito della caduta nelle acque della fontana, la versione.

«Quanto compiuto dalla mia assistita resta esecrabile e lei ha compreso il disvalore e la gravità dell’atto che ha commesso perché maltrattare gli animali è un gesto vile. Se ci saranno profili penali verrà punita da un Tribunale con le accortezze e le tutele previste dal codice minorile ma non è ammissibile che venga giudicata dal tribunale dei social perché i rischi sono estremi e imprevedibili». Lo dichiara all’ANSA la legale della ragazzina di 16 anni che ad Alberobello, in provincia di Bari, ha colpito con un calcio un gatto randagio di nome Grey, facendolo finire nelle acque gelide della fontana che si trova nella piazza del Comune.

«Inoltre – aggiunge Tripaldi – non c’è alcuna evidenza che il gatto sia morto in quanto i ragazzi che erano presenti al fatto hanno dichiarato che seppur spinto, è riuscito immediatamente a venire fuori dalla vasca, a scrollarsi di dosso l’acqua per poi essere preso in cura da una coppia, forse di turisti».

Per la legale «l’unica evidenza è che una minorenne è stata sbattuta in prima pagina, sui social con nome e cognome diventando oggetto di una terribile campagna di odio che deve finire. Lei e la sua famiglia stanno malissimo». Quanto accaduto, sostiene il sindaco di Alberobello, Francesco De Carlo, «ci mortifica perché siamo impegnati nella tutela degli animali: abbiamo azzerato la Tari per chi adotta un cane del canile, abbiamo protetto le colonie feline e mi spiace che un gesto così deprecabile macchi il nostro impegno». Il primo cittadino chiede «la fine degli insulti e delle minacce rivolti alla ragazza che è già stata denunciata». Intanto, proseguono le indagini degli agenti della polizia locale e dei carabinieri per ricostruire l’accaduto.

Il tutto avviene mentre si conferma la manifestazione degli animalisti, in programma il prossimo 20 gennaio alle ore 15.00 in piazza del Popolo ad Alberobello

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