“Perfetti sconosciuti” al Teatro Piccinni di Bari

La forza della commedia risiede nella grande capacità di intrattenimento e nel grande potere di evolversi nel tempo, adattando le varie tematiche a ogni tipologia di pubblico, dagli spettatori più giovani a quelli più anziani, che, nel magico spazio della scena, si vedono rappresentati come in uno specchio.

Da Menandro a Plauto, sino ai giorni nostri, la commedia è uno dei generi teatrali per eccellenza, capace di trasformare il riso in una profonda riflessione sulle fragilità dei rapporti umani.

E questo Paolo Genovese, il regista del film che ha spopolato nel 2016, Perfetti Sconosciuti, lo ha fatto proprio, decidendo di riscrivere quest’opera per il teatro. Il film, vincitore di due premi David di Donatello e di tre premi Nastro d’argento, è il detentore del maggior numero di remake al livello mondiale.

Un gruppo di amici, una sera a cena, decide di fare un gioco: posare il telefono e metterlo a disposizione di tutti, dando vita a un susseguirsi di equivoci e svelando le vite nascoste e parallele dei personaggi. 

La commedia è travolgente, attuale e innovativa. Eccezionale l’interpretazione degli attori sul palco: Dino Abbrescia, Alice Bertini, Marco Bonini, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Anna Ferzetti, Valeria Solarino.

Una volta aperta la ‘scatola nera’ gli amici comprendono di essere, in realtà, sette sconosciuti. Tra messaggi e chiamate, il segreto più sconvolgente è quello di Peppe, che si rivela essere omosessuale, notizia che lascia gli amici a bocca aperta, soprattutto Cosimo, restio ad accettare che un amico con cui ha condiviso tanto abbia una relazione con un uomo.

Ed è qui che la commedia dà spazio al dramma, liberando una spirale di riflessioni su tematiche delicate come i tradimenti, il benessere psicofisico, la propria identità sessuale, tutto in chiave ironica. Tra risa, scherzi e battute dei personaggi, sotto i riflettori del Teatro Piccinni di Bari è stato rappresentato un grande problema contemporaneo. Come detto dal regista: «Il telefonino è il nostro tallone d’Achille. Dentro c’è la vita con le sue fragilità». Tutti siamo più fragili quando i nostri segreti vengono a galla, come scoprire che la donna che ami ti tradisce con uno dei tuoi più cari amici o come scoprire che, in realtà, il responsabile dell’omicidio stradale non è stato il marito ma la moglie sotto gli effetti dell’alcol.

Le rivelazioni sono scandite, inesorabilmente, dall’avvicinarsi di un’eclissi di luna. Difatti mentre la luna scompare, lasciando la notte alle stelle, ogni segreto, ogni incidente, ogni sbaglio dei sette amici invece viene riportato alla luce. Il regista ci mostra il fenomeno dell’eclissi, soltanto alla fine dello spettacolo, quando cala il sipario, la luna riappare e ci rivela che, in realtà, i sette amici non hanno mai giocato al ‘gioco della verità’ e che i loro segreti resteranno ancora tali.

 Roberta Anagni e Serena Di Ceglie – 4^C  Liceo Classico “Q. Orazio Flacco”, Bari

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