Ragazzi e ragazze “onorevoli”: cambiano le sorti della democrazia

Nei giorni 13-16 febbraio liceali e universitari d’Italia si sono riuniti a Roma per dibattere del significato della democrazia e della sua attualizzazione.

L’esperienza è promossa dall’Associazione Diplomatici, la quale si occupa da oltre vent’anni di stimolare i giovani alla difesa dei valori democratici, simulando la procedura di approvazione di una legge.

Gli studenti sono diventati onorevoli parlamentari per alcuni giorni, durante i quali hanno presentato proposte legislative sui temi della lotta alla disinformazione, della regolamentazione di un nuovo welfare tra reddito di cittadinanza e politiche di genere e della corretta gestione dell’intelligenza artificiale (AI) sul mercato del lavoro.

Nello specifico, è stata istituita una vera e propria commissione guidata da Presidente e Vicepresidente: ragazze e ragazzi, coalizzati in gruppi parlamentari, stipulando alleanze ed unioni, hanno votato le proposte avanzate.

Nelle ore antimeridiane, nei panel allo Space Cinema in Piazza della Repubblica, è intervenuto Antonio Calabrò, direttore della “Fondazione Pirelli” e Presidente “Museimpresa”, il quale ha sottolineato il nesso tra democrazia e informazione qualitativa al fine di una solida opinione pubblica, definendone tre aggettivi chiave: plurale, comparabile, imparziale.

Ha poi preso la parola Stefano Ronchi, ricercatore del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Università di Milano, che ha illustrato le trasformazioni epocali e la crisi del welfare nel tempo, riconoscendovi una soluzione nell’attuazione di politiche di protezione e investimento sociale.

Infine Sepideh Kharazan, ingegnera e architetta informatica presso Microsoft, ha dichiarato come l’AI, nonostante le sue numerose potenzialità, sia priva di coscienza e, pertanto, debba affiancare l’uomo senza prevaricarlo.

Nell’ultima giornata gli studenti hanno goduto di un’opportunità unica: entrare nell’edificio della Camera dei Deputati e incontrarne il vicepresidente Giorgio Mulè, il quale ha concluso il progetto evidenziando l’importanza della democrazia e della sua tutela nel mondo attraverso l’azione dei giovani che, proprio con questa esperienza, hanno adempiuto al motto dell’esperienza “Change the world for democracy”. «Se cercate i fondamenti della Costituzione italiana, recatevi sui monti su cui i partigiani hanno perso la vita», ha detto.

Al termine di questa avventura, ciò che resta è la passione dei membri dello staff e la sensazione iniziale di essere catapultati in un mondo troppo adulto. Ma i giovani partecipanti adesso possiedono una mente più critica, e faticano a dissociarsi dall’appellativo ‘onorevole’ attribuito loro.

Anita Giuliani, Grimaldi Ilaria – 3^D Cambridge Liceo Classico “Q. Orazio Flacco”, Bari

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