Bari: don Cassano (Libera): “cultura mafiosa ha pervaso diversi settori società”

«Emerge dall’inchiesta la presenza di una cultura mafiosa che ha pervaso diversi settori della società in un contesto di fragilità economiche e sociali, specie nelle periferie, dove la povera gente va a chiedere favori. E così queste organizzazioni criminali non sparano più o sparano di meno ma sono diventate una potenza economica». Così all’Adnkronos don Angelo Cassano, parroco della chiesa di San Sabino a Bari, referente regionale di Libera (associazione, nomi e numeri contro le mafie), da sempre impegnato sui temi sociali e contro la criminalità, a proposito dell’inchiesta ‘Codice Interno’ condotta dalla Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese e dalla Polizia di Stato nell’ambito della quale sono emerse commistioni tra mafia, economia e politica.

«Ad esempio le manifestazioni come quelle davanti al carcere dell’anno scorso (il corteo di moto che bloccarono la strada davanti al carcere, in una sorta di inchino, dopo la morte in un incidente stradale di un 27enne con precedenti ndr) – aggiunge – rappresentano le forme in cui il potere mafioso ha voluto mostrare di nuovo la propria capacità di essere pervasivo nella società e di avere un consenso. Perché comunque, diciamocela tutta, c’è anche una normalizzazione e un consenso che emerge da questa inchiesta per cui – sottolinea don Cassano – qualsiasi comportamento viene accettato, per esempio la vendita dei voti a 25 o a 50 euro”. Preoccupa il fatto che “anche giovani e giovanissimi sono stati dentro queste dinamiche di vendita del voto”. Un contesto in cui settori delle fasce deboli e povere delle periferie sono state convinte con i bonus benzina. “Sono atteggiamenti atavici – evidenzia il sacerdote – che purtroppo non sono stati mai sconfitti. E la politica in questo senso doveva vigilare di più ed essere più attenta a queste dinamiche. Quello che sta venendo fuori è devastante: sono coinvolti la politica, il mondo dell’imprenditoria, il mondo sportivo. Non c’è settore della vita politica, sociale ed economica che non è stato toccato da questa inchiesta. Molti dicono: ‘è così’. Ma, secondo me, bisognava avere più coraggio e nettezza in questi anni», afferma.

Quanto all’acquisizione degli atti dell’inchiesta da parte della commissione parlamentare antimafia, annunciata ieri da un parlamentare pugliese, don Angelo Cassano sottolinea come «in questa città, come in tutta la regione, la commistione mafia-politica riguarda la sinistra come la destra». «Non credo quindi nell’azione di questa politica, che vuole sollecitare una presa di posizione rispetto al Comune di Bari”, aggiunge. “Io questo approccio lo vedo più all’interno della campagna elettorale», sottolinea. «Anche perché, se vediamo i profili di queste persone (i politici coinvolti nell’inchiesta ndr) – prosegue don Cassano – sono quelli di chi è passato da una parte all’altra dello schieramento. Ora questo non giustifica i fatti, non nasconde la loro oggettività e non elude la necessità di andare a fondo e guardare la realtà», precisa. «Nello stesso tempo mi sento di dire che anche dall’altro lato, quello della destra, ci sono responsabilità evidenti di una commistione che riguarda quelle zone grigie della borghesia mafiosa e della politica di questa città che coinvolge tutti, senza mezzi termini. Se ci sono le condizioni non vanno fatti sconti a nessuno – conclude don Cassano – e certo non li fa Libera».

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