A Bari nuovo centro screening con mammografo digitale 3D

È stato inaugurato, questa mattina, un nuovo centro screening mammografico nel cuore di Bari Si tratta dell’undicesimo presidio dedicato alla prevenzione della rete Asl, ospitato nella sede del distretto unico in via Caduti di via Fani e dotato di un mammografo 3d che potrà soddisfare il bisogno assistenziale delle donne residenti nei quartieri Madonnella, Libertà, Bari vecchia e Murat. Al taglio del nastro, il presidente della Regione Michele Emiliano, l’assessore alla Sanità Rocco Palese e il direttore generale della Asl Antonio Sanguedolce, accompagnato dal direttore sanitario Luigi Rossi e il direttore del Dipartimento di prevenzione Fulvio Longo, insieme a cittadini e associazioni di volontariato. Sul posto sono intervenute anche: la coordinatrice del Centro Screening Sara De Nitto e la direttrice del distretto unico Rosella Squicciarini.

La Asl, spiega una nota della Regione, allarga così la rete dei centri dedicati alla prevenzione senologica che ad oggi sono tre nell’area metropolitana compresi Ospedale San Paolo e Di Venere e otto nel resto del territorio provinciale. I centri passano così da 10 a 11 e sono distribuiti tra sei ospedali (Di Venere, San Paolo, Altamura, Corato, Molfetta, Putignano) e cinque poli territoriali (oltre a Bari, il PTA di Conversano e i poliambulatori di Mola, Casamassima e Monopoli). Le prime mammografie saranno eseguite in via Fani a partire da domani 5 marzo. Al momento sono state già invitate circa 200 donne distribuite nel mese di marzo, in due giornate a settimana. All’interno del centro screening è stato installato un mammografo di nuova generazione, con lo stesso alto livello di performance di quelli presenti negli altri ospedali e ambulatori. Saranno eseguiti anche gli approfondimenti di primo livello-base, quali ecografie, visite senologiche e mammografie 3D. Ad operare ci saranno un medico e un tecnico di radiologia medica dedicato. Gli ambienti del centro screening al piano -1 del distretto di via Fani sono stati riqualificati e adattati alle esigenze sanitarie dell’utenza, nel rispetto di standard di accoglienza e sicurezza. Il percorso prevede l’accesso da una ampia zona di ingresso, e prosegue in una sala di attesa, dotata di servizi igienici, adiacente alla stanza che ospita il mammografo e dove saranno, quindi, eseguiti gli esami. Una seconda stanza sarà dedicata a ecografie e rilascio referti.

 Attualmente sono in servizio in tutta la rete Asl 14 mammografi digitali dotati di tecnologia 3D di ultima generazione acquistati e installati a partire dal 2020, per un investimento complessivo di 2.826.660 euro (comprendente anche i lavori complementari di installazione) interamente finanziato con fondi Fesr 2014/2020, grazie al quale è stato completato il rinnovo totale del parco tecnologico della Asl Bari. Inoltre, rimangono comunque a disposizione altri 3 mammografi digitali, per un totale di 17, collocati presso l’ospedale di Altamura, il “Don Tonino Bello” di Molfetta ed il PTA di Gioia del Colle (quest’ultimo utilizzato solo per la senologia clinica). Dal punto di vista tecnologico, ancora la nota, “i mammografi in dotazione alla rete rappresentano un enorme passo in avanti per le indagini senologiche e lo screening di massa per la prevenzione del cancro alla mammella. La funzionalità della mammografia 3D integrata, dotata di tomosintesi per individuare le lesioni di più piccole dimensioni, fornisce un quadro estremamente nitido e dettagliato per il rilevamento e la diagnosi del carcinoma mammario, con una vista in tre dimensioni ottenuta impiegando la stessa dose dell’acquisizione 2D standard. In sostanza, si determinano tre concreti vantaggi: maggiore qualità delle immagini, diagnosi migliori e più rapide, minore impatto sulla paziente”. Per gli approfondimenti diagnostici, inoltre, la Asl Bari si è dotata di due postazioni specializzate (negli ospedali Di Venere e San Paolo) per eseguire indagini 3D per la diagnosi precoce e il trattamento del tumore al seno. Si tratta della Biopsia stereotassica con guida mammografica tridimensionale, ossia un prelievo minimamente invasivo di frammenti mammari che viene eseguito nelle donne con test di screening dal risultato dubbio e che permette al medico di individuare lesioni anche di 2 millimetri e comprendere meglio la tipologia di micro-calcificazione.

 Di recente, come già per il San Paolo, anche all’Ospedale Di Venere c’è la possibilità di eseguire la mammografia con mezzo di contrasto. La metodica definita CEM (Contrast-Enhanced Mammography) è una indagine di secondo livello avanzata, impiegata per individuare lesioni neoplastiche della mammella e garantisce immagini di alta precisione. La CEM è una valida alternativa alla risonanza magnetica per quasi tutti i casi, tranne nello studio delle protesi e delle patologie quali papillomatosi, oltre ad essere molto più tollerata dalle pazienti, vista la rapidità dei tempi di esecuzione. La Asl ha raddoppiato così l’offerta assistenziale per quanto riguarda le diagnosi di tumori maligni al seno nell’ambito dello screening, fornendo risposte più veloci alle pazienti che si rivolgono ai centri senologici dell’azienda sanitaria. Nel 2023 lo screening mammografico, di cui è responsabile la dottoressa Alessandra Gaballo, ha raggiunto l’80,5% della estensione, con 71.586 inviti generati e 40.149 mammografie effettuate. Nell’anno appena concluso, in tutta la Asl si è registrato quasi un raddoppio di esami mammografici che nel 2022 erano 28.227 e nel 2023 sono stati 40.149 con un più 42,2%. Sono state eseguite quasi 12mila mammografie in più in un anno nei 10 centri screening della Asl distribuiti su tutto il territorio provinciale. Ottimo, sottolineano dalla Regione, anche il risultato della adesione, che si è attestata al 60,7%, in aumento rispetto al 48% dell’anno precedente. Stando alle linee guida nazionali il 60% della adesione, infatti, consente di ridurre del 30% la mortalità per il tumore al seno. Le procedure mammografiche di secondo livello avanzato – eseguite nei centri del San Paolo e del Di Venere – sono state complessivamente 1319 con il riscontro di 548 neoplasie.

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