Un grido che parte dalla Puglia per non dimenticare la tragedia che si sta consumando nel mondo slavo e nell’Europa

L’ultima decade di febbraio ci ha consegnato, con il secondo anniversario della guerra Russia Ucraina, la morte di Aleksej Naval’nyj e negli ultimi giorni la condanna a 2 anni e mezzo di carcere a Oleg Orlov, presidente della sezione Diritti umani di Memorial.

Noi del CIPO facciamo nostro questo grido e lo affidiamo ogni giorno alla luminosità di San Nicola che guarda certamente con preferenza e passione i popoli slavi, oggi afflitti da tanto male. Ogni uomo e donna slava deve inoltre sapere che esistono persone di questa terra di Puglia che hanno a cuore la dignità umana e il destino di ciascuna persona e che ogni ideologia o menzogna non troverà spazio e non sarà fonte di compromesso o condizionamento dei nostri fraterni, secolari rapporti.

La cronaca viaggia speditamente con altri eventi e tragedie che si susseguano e sembrerebbe che tutto passi per essere poi dimenticato. Questi eventi appartengono a tutti gli uomini e le donne e a noi pugliesi in particolar modo, in quanto ne siamo ancor più coinvolti grazie alla storia millenaria che ci lega al mondo slavo, a noi unito dalla santità di San Nicola e dalla tradizione umanistica universale di letteratura, arte e musica che ci accomuna.

I tanti fatti che quotidianamente ci vengono documentati, come l’emblematica visione della donna ucraina che il 24 febbraio 2022 quando i bombardamenti iniziavano a distruggere Kyiv gridava per strada “Dove vado, dimmi mio Dio dove vado?”, sono contrassegnati da tanta sofferenza, dolore e degrado di uomini e donne che ci fanno domandare se e sino a che punto siamo ancora esseri umani. Ciascun individuo però continua in ogni istante a chiedere e a desiderare di vivere nella pace e in quel Bene per cui ogni essere umano, che si riconosce come uomo libero fatto ad immagine e somiglianza del vero Dio, anela sin dal suo primo vagito. Da questa verità indiscutibile parte la consapevolezza di cos’altro sia in gioco per ciascun uomo se non il salvaguardare la dignità di ogni essere e il suo destino: proprio come fece e continua a operare San Nicola che, nella sua confidenzialità, non cessa di proteggere, custodire e accompagnare le donne e gli uomini attraverso le circostanze terribili della storia.

Per questo motivo i concittadini di questa nostra terra pugliese si uniscono al grido che Papa Francesco rivolge in ogni occasione, come l’ultima volta il 24 febbraio, quando è ricorso l’anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. «È una guerra che non solo sta devastando quella regione d’Europa, ma che scatena un’ondata globale di paura e odio. Mentre rinnovo il mio vivissimo affetto al martoriato popolo ucraino e prego per tutti…. supplico che si ritrovi quel po’ di umanità che permetta di creare le condizioni di una soluzione diplomatica alla ricerca di una pace giusta e duratura.”

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